Arancio, "solidarietà tra ospedali non sia a senso unico": Cgil, "pronti a sciopero generale per Gela"

La vertenza sanità pone più questioni di coordinamento

22 settembre 2026 13:36
Arancio, "solidarietà tra ospedali non sia a senso unico": Cgil, "pronti a sciopero generale per Gela" -
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Gela. "Nessuno vuole sottrarre medici al Sant'Elia per concentrali sull'ospedale di Gela ma non si capisce perché i medici gelesi possano dare un supporto, quando è necessario, all'ospedale di Caltanissetta ma non sia possibile il contrario". Il segretario dem Giuseppe Arancio riprende il tema dopo l'uscita pubblica della segreteria provinciale della Fp-Cgil, che ha messo un freno all'opzione di trasferire medici del Sant'Elia al Vittorio Emanuele. "Nessuno vuole depauperare l’ospedale di Caltanissetta per rafforzare quello di Gela. Il problema è un altro: le risorse disponibili devono poter circolare all’interno della rete ospedaliera provinciale, quando questo è necessario per garantire concretamente il diritto alla salute dei cittadini. Se, per esempio, in un reparto di chirurgia di Gela non si riescono a effettuare determinati interventi perché manca un chirurgo, mentre a Caltanissetta la dotazione organica consente di avere una maggiore disponibilità, perché mai non dovrebbe essere possibile organizzare una presenza temporanea, anche soltanto due volte alla settimana, del professionista a Gela? Non si tratta di togliere stabilmente un medico a Caltanissetta. Si tratta di utilizzare in maniera intelligente e circolare le professionalità disponibili, laddove servono, evitando che un posto formalmente coperto sulla carta si traduca, in un altro presidio, nell’impossibilità concreta di garantire una prestazione. D’altra parte, questa modalità di collaborazione tra i presidi non è certo una novità.
Parlo anche per esperienza diretta. Per decenni ho diretto la Salute mentale di Gela e, in quel periodo, abbiamo garantito il funzionamento dell’Spdc di Caltanissetta attraverso una disponibilità di personale proveniente da Gela: con soli due due medici in servizio a Gela, garantivamo cinque guardie e, in altre fasi organizzative, un solo medico due guardie. Quella mobilità delle professionalità era possibile quando serviva a garantire il funzionamento del servizio. Allora la domanda è molto semplice: per quale motivo ciò che è stato possibile da Gela verso Caltanissetta dovrebbe diventare impossibile quando la direzione è quella opposta? Non si comprende quale principio organizzativo impedisca oggi di utilizzare, quando necessario e senza compromettere il funzionamento del presidio di provenienza, le risorse professionali di Caltanissetta per sostenere temporaneamente Gela.
C’è anche un altro precedente significativo. Il primario di cardiologia di Gela ha svolto per diversi anni l’incarico di primario a scavalco anche a Caltanissetta, proprio per garantire la continuità del servizio in assenza del primario di quel presidio. Anche in quel caso una professionalità è stata utilizzata a beneficio di due ospedali. Ancora: nel corso degli anni, altri medici del pronto soccorso e di altri reparti dell’ospedale di Gela sono stati utilizzati presso il presidio di Caltanissetta. Questo dimostra che la mobilità temporanea e organizzata delle professionalità all’interno della rete ospedaliera è stata possibile e, in determinate circostanze, è stata anche una necessità", dice il segretario cittadino del Pd. Secondo Arancio, la "solidarietà tra ospedali non può essere a senso unico". "Per questo motivo trovo difficile comprendere perché oggi, quando la necessità riguarda Gela, si debba parlare immediatamente del rischio di creare una nuova emergenza a Caltanissetta. Il punto non è stabilire quale ospedale debba vincere o quale territorio debba ricevere più risorse. Il punto è molto più concreto: se un medico può essere utilizzato temporaneamente in un altro presidio senza compromettere il servizio di provenienza, perché non farlo? La vera emergenza è quella di un paziente che non può essere operato perché manca il chirurgo, o di un pronto soccorso che non riesce a garantire adeguatamente i propri turni perché manca personale.
È giusto verificare le turnazioni, i fabbisogni e le dotazioni organiche, come sostiene la Fp-Cgil. Ma quei dati non possono diventare il pretesto per bloccare a priori qualsiasi forma di mobilità temporanea e reciproca.
Anzi, proprio dalla verifica delle turnazioni dovrebbe emergere dove esistono margini organizzativi per mettere temporaneamente una professionalità a disposizione di un altro presidio. La rete ospedaliera provinciale deve essere realmente una rete. E una rete funziona se le risorse possono essere utilizzate, in maniera equilibrata, flessibile e temporanea, dove in quel momento sono maggiormente necessarie. Se Caltanissetta ha bisogno di Gela, Gela deve essere disponibile a sostenere Caltanissetta. Ma se è Gela ad avere una necessità urgente e Caltanissetta dispone di professionalità che possono essere temporaneamente messe a disposizione senza compromettere i propri servizi, non vedo quale ragione organizzativa, sindacale o dirigenziale dovrebbe impedirlo. Altrimenti rischiamo un paradosso: la rete ospedaliera viene invocata quando bisogna spostare risorse da Gela verso Caltanissetta, ma improvvisamente smette di funzionare quando le risorse devono fare il percorso inverso. La collaborazione tra ospedali non può essere a senso unico.
E soprattutto non può essere il sindacato a decidere, in via preventiva, che una soluzione organizzativa non sia praticabile. Saranno i dati, le turnazioni, le competenze professionali e la responsabilità delle direzioni sanitarie a stabilire se e quando un medico possa essere temporaneamente utilizzato in un altro presidio. Quello che bisogna chiedere ad Asp e Regione è esattamente questo: una gestione flessibile, trasparente e realmente provinciale delle risorse, insieme a un piano strutturale di assunzioni.
Perché il problema non si risolve scegliendo tra Gela e Caltanissetta. Si risolve facendo funzionare davvero la rete e impedendo che, per carenza di personale o per rigidità organizzative, un ospedale sia costretto a rinunciare a prestazioni che potrebbe invece garantire. La solidarietà tra presidi non può avere una sola direzione", conclude Arancio. La Cgil intende chiudere il capitolo delle polemiche e lo fa con il segretario confederale Rosanna Moncada. "Il 3 settembre, la segreteria provinciale della Cgil, insieme a decine di delegati di ogni settore contrattuale ha partecipato con i massimi vertici della Cgil siciliana al presidio promosso dal sindaco Di Stefano. Allo stesso, anche oggi, rinnoviamo il sostegno sapendo che da anni denunciamo il lassismo della direzione strategica dell'asp di caltanissetta e senza alcun infingimento è e del tutto evidente che le carenze in pianta organica che si registrano presso il Vittorio Emanuele di Gela sono endemiche e mai affrontate con adeguata risolutezza. C'è da potenziare il personale, ridurre le liste d'attesa e progettare nuovi reparti.
Siamo sempre per il confronto e siamo pronti a organizzare uno sciopero generale a sostegno della vertenza sanità perché nessun cittadino deve essere condannato ai famosi viaggi della speranza che tanto danno creano alle famiglie e tanto nocumento alla mobilità sanitaria, dalla nostra provincia vengono dirottati milioni di euro, per i tanti ricoveri e interventi che non si possono realizzare. Faccio appello al buon senso politico che dovrebbe albergare in tutte le forze democratiche sane per avere una sanità pubblica della quale non c'è da avere paura", sottolinea il segretario Cgil.

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