"Appalto integrato per nuovo ospedale", Federico: "Troppe passerelle da campagna elettorale"
“Ho l'impressione che non ci sia la volontà di ricostruire il centrodestra locale – dice Federico – ci vorrebbe qualcuno capace di farlo ma non lo vedo"
Gela. La mobilitazione per il potenziamento della sanità locale passa anche da canali inevitabilmente politici, compresi quelli del governo regionale. Del resto, pure il management Asp è espressione di scelte politiche. Al contempo, c'è chi interpreta il fermento attuale, giunto al ventunesimo giorno, con il presidio allestito dall'amministrazione comunale davanti al nosocomio “Vittorio Emanuele”, come sintomo di “passerelle in vista delle prossime scadenze elettorali, a partire dalle regionali”. Così, spiega l'ex parlamentare Ars Pino Federico, che il mondo della sanità cittadina lo conosce bene data la sua attività medica. “Otto anni fa, con l'allora assessore regionale alla salute Ruggero Razza, durante il governo Musumeci – dice – fui interpellato proprio sul progetto del nuovo ospedale e decidemmo che andasse sostenuto un nosocomio di tipo comprensoriale che potesse rilanciare tutto il territorio e le aree limitrofe. Mi chiedo, oggi, alla luce di questa mobilitazione, sicuramente legittima, come mai in quel periodo nessun deputato regionale o parlamentare nazionale si mosse per sostenere il nuovo ospedale? Come mai non si punta sulla programmazione? Oggi, l'attuale nosocomio ha circa ottanta posti attivi e non si può andare avanti così. Però, dalla protesta si deve passare alla proposta. In materia di sanità, nessuno si salva. Sia il centrodestra sia il centrosinistra, nel tempo, non sono riusciti a raggiungere gli obiettivi. Oggi, noto che tutti sembrano rincorrere una certa verginità, come se fossero tutti nuovi. Non è così. Il sindaco Di Stefano era già assessore con l'ex giunta Greco. Poi, ci sono esponenti di lungo corso, compresi quelli di “Controcorente”. Penso che il sindaco, La Vardera, De Luca, Scuvera, Di Paola, debbano tutti muoversi all'unisono per sostenere il nuovo ospedale e un potenziamento del sistema attuale. Gli operatori medici sono eroi perché lavorano in condizioni estreme, sacrificando tutto e non si può permettere che la legittima rabbia dei pazienti possa scaricarsi su di loro”. L'annuncio dell'arrivo, la prossima settimana, dell'assessore regionale alla salute Marcello Caruso, non pare sorprendere Federico. “Non è merito di nessuno – aggiunge – è doveroso che un assessore regionale venga in una delle città più grandi della Sicilia a fare una verifica. Ha annunciato lo stanziamento di sedici milioni di euro per la progettazione del nuovo ospedale ma secondo me bisogna andare oltre e mettere in gara un appalto integrato, con progettazione e lavori, senza dividere questi capitoli. I medici? C'è un bando aperto fino al 31 dicembre e bisogna fare in modo che i professionisti vengano incentivati a venire a lavorare al “Vittorio Emanuele”. L'amministrazione comunale deve creare condizioni di vivibilità, in città, che invoglino i medici e convincano i più giovani a ritornare. Non serve a nulla segnalare medici disponibili a rientrare, non è competenza di un'amministrazione comunale. Ribadisco, servono idee e programmazione. Spero che tutte queste presenze politiche non siano solo finalizzate alle prossime scadenze elettorali oppure a garantirsi la propria carriera”. Federico, che nel centrodestra si rivede, due anni fa appoggiò la scissione di “Alleanza per Gela” e da allora i pezzi sparsi di quest'area politica non hanno più trovato un punto di convergenza. “Ho l'impressione che non ci sia la volontà di ricostruire il centrodestra locale – conclude – ci vorrebbe qualcuno capace di farlo ma non lo vedo. Due anni fa, si decise di isolare gruppi, come il mio, che sono riconosciuti nel territorio e hanno consenso. In questo modo, arrivò una chiara sconfitta. Si preferisce puntare ai voti di un gruppo piuttosto che a costruire una coalizione, programmando per la città”.
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