Anci Sicilia avvia un cantiere per il rilancio delle autonomie locali: “Ripartiamo dai territori”

PALERMO (ITALPRESS) – Dieci priorità non più rimandabili per rimettere i territori al centro dell’agenda politica, evitare il collasso amministrativo e dare risposte concrete a cittadini e imprese. È l’obiettivo del documento programmatico “La Sicilia rip

A cura di Redazione Redazione
16 settembre 2026 16:30
Anci Sicilia avvia un cantiere per il rilancio delle autonomie locali: “Ripartiamo dai territori” -
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PALERMO (ITALPRESS) – Dieci priorità non più rimandabili per rimettere i territori al centro dell’agenda politica, evitare il collasso amministrativo e dare risposte concrete a cittadini e imprese. È l’obiettivo del documento programmatico “La Sicilia riparte dai territori: un nuovo patto per le Autonomie locali dell’Isola”, approvato stamattina dal comitato direttivo di Anci Sicilia, alla presenza del presidente Paolo Amenta e del segretario generale Mario Emanuele Alvano.

“Questo documento rappresenta la piattaforma per un ulteriore confronto del consiglio regionale e della prossima assemblea dei sindaci – spiegano il presidente Paolo Amenta e il segretario generale di Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano -. Sulla base di questo testo ripartirà il confronto con il governo regionale e le forze politiche presenti in Parlamento”.

Il cuore della proposta risiede nel rafforzamento della finanza locale. Anci Sicilia chiede con forza di superare una volta per tutte la logica dei trasferimenti incerti e frammentati. L’obiettivo è assicurare alle amministrazioni adeguate risorse attraverso un riequilibrio strutturale dei rapporti finanziari tra Stato, Regione ed enti locali. Questa stabilità economica è il presupposto fondamentale per ricostruire la capacità amministrativa di Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi comunali oggi pesantemente penalizzati dallo svuotamento degli organici.

Diventa quindi vitale avviare una stagione di nuove assunzioni, stabilizzazioni e mobilità, capace di inserire negli enti figure qualificate come tecnici, dirigenti e segretari comunali. Terzo punto del documento è la semplificazione delle procedure in capo alle amministrazioni comunali, spesso appesantite senza alcuna distinzione in relazione alla dimensione demografica.

I sindaci chiedono di alleggerire la burocrazia, ridurre la sovrapposizione di controlli, piattaforme e rendicontazioni, così da permettere al personale di concentrarsi sulla realizzazione delle opere e sui servizi al cittadino, piuttosto che sulla gestione di farraginosi adempimenti tecnici e formali, che ingessano per mesi, se non per anni, i Comuni. Il testo evidenzia la necessità di una strategia integrata per la sicurezza e la qualità dei territori, affrontando prevenzione degli incendi, dissesto idrogeologico, siccità, eventi climatici estremi e gestione delle emergenze, ma anche le criticità dei servizi essenziali locali: acqua, rifiuti ed energia.

Al quinto punto del documento c’è la scuola che deve diventare un’infrastruttura centrale, aperta tutto il giorno come presidio sociale, grazie a investimenti non solo sull’edilizia scolastica, ma anche su mense, trasporti, tempo pieno anche alle elementari e palestre. Il documento dell’associazione dei Comuni affronta in modo organico anche la qualità della vita, chiedendo di garantire i servizi sociali e socio-sanitari , azzerando il divario tra grandi città, piccoli borghi e aree interne, per quanto riguarda sanità, trasporti e assistenza alle fasce fragili.

Settimo punto è il contrasto dello spopolamento: bisogna costruire politiche specifiche per i piccoli Comuni e le aree interne, al fine di trattenere i giovani in Sicilia, offrendo loro reali opportunità di studio, casa e lavoro all’interno di una strategia unica e coordinata. In chiave di sviluppo economico, la proposta mira a trasformare la cultura e il turismo in politiche territoriali integrate, valorizzando i musei, i borghi e il paesaggio attraverso reti di servizi condivise e lo scambio tempestivo di dati tra i vari livelli istituzionali.

I vertici dell’associazione sottolineano poi la centralità del tema del rafforzamento della sicurezza urbana, in un’ottica di integrazione tra la polizia locale e le forze dell’ordine. L’obiettivo è dare piena attuazione alla normativa nazionale, in un’ottica di rafforzamento dei presidi territoriali per contrastare fenomeni quali la delinquenza, furti, aggressioni, violenza e degrado urbano. Infine, il documento si chiude con un forte richiamo politico: rimettere i territori al centro delle decisioni regionali.

Anci Sicilia invoca il principio della leale collaborazione, chiedendo che ogni scelta della Regione che incide sui territori sia preceduta da un confronto preventivo e strutturato con gli enti locali, anche attraverso il Cal, Consiglio delle autonomie locali.

-Foto ufficio stampa Anci Sicilia-
(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 16 settembre 2026

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