Ampliamento Timpazzo, Giudice: "Va contro piano risanamento, presenterò esposto in procura"

Giudice pare piuttosto convinto della necessità di attivare la procura, richiedendo una verifica complessiva sul sito di conferimento e sugli iter progettuali in corso

02 maggio 2026 20:15
Ampliamento Timpazzo, Giudice: "Va contro piano risanamento, presenterò esposto in procura" -
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Gela. Come abbiamo più volte riferito, per il sito di conferimento di Timpazzo, gestito dalla società in house Impianti Srr, direttamente controllata dalla Srr4, è in essere un iter per l'ampliamento. Il progetto per una nuova vasca assorbe per intero il finanziamento regionale da quasi dodici milioni di euro. L'unica attualmente attiva, quella ribattezzata E, va verso la conclusione del ciclo. Successivamente, si dovrebbero acquisire fondi utili pure per un impianto syngas. Tutta la documentazione tecnica per la nuova vasca è stata da tempo trasmessa alla Regione e allo stesso tempo gli uffici palermitani hanno dato il benestare a ulteriori interventi di efficientamento, per aumentare la capacità del sistema di trattamento meccanico biologico e riprofilare proprio la vasca E. Incarichi di progettazione sono stati affidati dal management di Impianti Srr, nell'ambito dell'obiettivo di ampliare la capacità del sito locale. Una prospettiva, quella che dovrebbe portare alla nuova vasca e al rafforzamento della discarica, che non convince il responsabile della Riserva Biviere Emilio Giudice, al quale spetta il rilascio di pareri, vista la collocazione del sito in aree vincolate. “Quello che sta accadendo rispetto a Timpazzo – dice – è molto grave. Mi è stato richiesto il rilascio di pareri che però non ho dato. Ritengo di dover fare qualcosa in più, un esposto in procura”. Secondo Giudice, “la magistratura deve intervenire e vigilare con molta attenzione”. Il responsabile della Riserva Biviere è certo che qualsiasi progetto di ampliamento sia in contrasto con il piano di risanamento. “Quel piano – aggiunge – vieta categoricamente di aumentare la quantità di rifiuti che arrivano sul territorio. Bisogna appunto risanare e non creare altre fonti pericolose. Già la stessa discarica, in quella zona, non dovrebbe neanche esserci. Non sono mai state attuate le compensazioni previste rispetto all'autorizzazione integrata ambientale”. Giudice pare piuttosto convinto della necessità di attivare la procura, richiedendo una verifica complessiva sul sito di conferimento e sugli iter progettuali in corso. I pm avevano già coordinato un'indagine, su possibili irregolarità ambientali. Quell'attività di inchiesta ha portato a un procedimento ancora in corso che riguarda sia i riferimenti di Impianti Srr sia quelli di Ato Cl2 in liquidazione, oltre alle stesse società pubbliche. Il management di Impianti Srr, in merito a Timpazzo, ha sempre riferito di operare nel pieno rispetto di tutte le autorizzazioni rilasciate dalla Regione e dagli enti competenti.

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