Amianto, riparte azione: "Da Inail no ingiustificati a malattie professionali, pronti a esposti in procura"

Se dalla Regione non arriveranno aperture, il comitato è pronto a depositare esposti alle procure dei territori toccati, compresa quella di Gela, denunciando casi di mancato riconoscimento di malattie professionali, considerati “ingiustificati"

02 settembre 2026 21:04
Amianto, riparte azione: "Da Inail no ingiustificati a malattie professionali, pronti a esposti in procura" -
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Gela. Troppe discrepanze tra le valutazioni degli ospedali pubblici e dei servizi annessi e quelle dell'Inail, che di frequente boccia gli iter per il riconoscimento delle gravi esposizioni da amianto dei lavoratori delle zone industriali siciliane, da Gela e fino all'area di Milazzo e della Valle del Mela. Proprio il comitato permanente “esposti amianto e ambiente Milazzo e Valle del Mela” sta riprendendo una vertenza che a Gela mise piede ormai anni fa, soprattutto sostenuta dai lavoratori dell'indotto della raffineria Eni. Una diffida è stata inoltrata alla Regione e per conoscenza al governo nazionale e alle autorità preposte, affinché si arrivi a una chiara definizione dei parametri usati da Inail per attestare le malattie professionali legate a patologie asbesto-correlate, quelle cioè dovute all'esposizione ad amianto. Troppo spesso, secondo il comitato di Milazzo e della Valle del Mela, gli uffici Inail bocciano le procedure di riconoscimento delle malattie professionali di operai colpiti da tumore ai polmoni facendo riferimento “al fumo di sigaretta”, solo per richiamare uno dei tanti casi. “Il dramma burocratico vissuto nella Valle del Mela è lo stesso identico muro di gomma che incontra una vedova a Gela o un ex operaio navale a Palermo”, spiegano dal comitato. Viene sottolineata l'esigenza che la documentazione medica, rilasciata dai presidi pubblici, abbia rilevanza effettiva nell'iter per giungere al riconoscimento delle malattie professionali da amianto. Vengono elencate proposte precise. “Il recepimento automatico regionale dei verbali Spresal e delle diagnosi degli ospedali siciliani, attraverso un accordo che dovrebbe impegnare le sedi Inail dell'isola a considerarli elementi probatori definitivi. Inoltre, l'integrazione delle banche dati del Registro regionale dei mesoteliomi, delle Asp e dell'Inail, con l'obiettivo di ridurre i tempi delle pratiche e superare le difficoltà legate alla reperibilità della documentazione. Infine, l'istituzione di commissioni miste di accertamento, composte non soltanto dai medici dell'Inail ma anche da medici del lavoro degli Spresal e specialisti del servizio sanitario regionale”. Se dalla Regione non arriveranno aperture in tal senso, il comitato è pronto a depositare esposti alle procure dei territori toccati, compresa quella di Gela, denunciando casi di mancato riconoscimento di malattie professionali, considerati “ingiustificati”.

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