All’Università di Palermo la giornata internazionale di studi sulla fruizione digitale del patrimonio culturale

"Shaping the future of cultural heritage", la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell'Università di Palermo

A cura di Redazione Redazione
30 giugno 2026 13:23
All’Università di Palermo la giornata internazionale di studi sulla fruizione digitale del patrimonio culturale -
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PALERMO (ITALPRESS) – L’intreccio tra ricerche e approcci multidisciplinari per la valorizzazione e la fruizione digitale delle pitture del soffitto dell’Aula Magna di Palazzo Steri e del patrimonio culturale è al centro di “Shaping the future of cultural heritage”, la giornata internazionale di studi promossa dal Sistema museale di ateneo dell’Università di Palermo: un appuntamento che costituisce un’occasione di incontro e confronto sui temi della disseminazione e della fruizione del patrimonio culturale attraverso il ricorso a strumenti digitali. L’attenzione viene focalizzata proprio sul soffitto dell’Aula Magna: sono state presentate in anteprima soluzioni digitali per la valorizzazione e la visualizzazione delle pitture presenti e dei loro rimandi letterari e simbolici. A ciò si aggiungono un’applicazione di realtà aumentata per consentire ai visitatori di avere una visione ravvicinata tridimensionale delle travi del soffitto e delle pitture che le decorano, un’applicazione che permette di navigare fra le pitture individuando le connessioni e i temi figurativi ricorrenti, un video attraverso cui ‘avvicinarsi’ al soffitto comprendendone la collocazione all’interno del complesso monumentale di Palazzo Steri.

“L’appuntamento di oggi mette in rilievo il lavoro multidisciplinare fatto dalla nostra Università insieme ad altri atenei italiani sul recupero, in chiave digitale, del soffitto ligneo dell’Aula Magna – sottolinea il rettore Massimo Midiri -. La visione di questo posto dà già un impatto emotivo molto importante al visitatore, la distanza tra soffitto e pavimento impedisce di vedere i dettagli e la bellezza iconografica di queste strutture. Il recupero digitale, che ha visto la scansione di tutto il tetto e quindi la possibilità di vedere i singoli dettagli, permette di capire l’importanza storica: dobbiamo leggere il soffitto come se fosse una sorta di gazzettino del Medioevo, in cui venivano raccontate le gesta e gli eventi più importanti del tempo. Questi visori, che permettono di vedere i dettagli, mettono in contatto visitatore e soffitto attraverso la realtà aumentata, quindi in maniera completamente diversa”. L’auspicio, conclude Midiri, è che “la nostra struttura possa diventare un’ulteriore attrattiva museale, in quella logica di coinvolgimento cittadino che ha visto il nostro ateneo fortemente protagonista in questi anni anche con una risposta molto importante di Palermo, nella misura in cui la nostra gente vuole conoscere di più ed essere parte integrante di un progetto”.

Tra i referenti del progetto c’è Fabrizio Agnello, docente del dipartimento di Architettura, secondo il quale “la fruizione del patrimonio culturale sta cambiando rapidamente con il digitale: l’Università ha il dovere e il compito di trovare quelle forme di applicazione digitale che non siano autoreferenziali, mettendo in evidenza il bene culturale piuttosto che la tecnologia stessa. Questo è un esempio di buona pratica della Terza missione, cioè dell’azione dell’ateneo di divulgazione delle proprie ricerche presso un pubblico generale”. Francesco Lo Piccolo, direttore del dipartimento di Architettura, evidenzia come “il nostro contributo coinvolge tante discipline, dalla storia dell’architettura al design fino alla rappresentazione, ai fini di offrire una fruizione moderna ma al tempo stesso colta del patrimonio culturale in un’ottica di allargamento dei bacini di utenza”.

A coordinare i lavori anche Cinzia Ferrara, docente di Design presso l’Università di Palermo, e Licia Buttà, docente di Storia dell’arte medievale presso l’Universitat Rovira i Virgili di Tarragona. “Questo progetto parte da lontano – afferma la prima, – La giornata odierna rappresenta l’epilogo di una lunga collaborazione multidisciplinare, attraverso la condivisione dei risultati e gli spunti di riflessioni offerti da esperti provenienti da vari ambiti disciplinari. Vogliamo fare in modo che questo diventi un evento periodico e rappresenti l’inizio di un ciclo di incontri dedicato al tema della valorizzazione e della fruizione dei beni culturali”.

Buttà racconta invece come gli atenei di Palermo e Tarragona abbiano “collaborato nella realizzazione di quest’iniziativa per promuovere la conoscenza diffusa di studi storico-artistici fatti già da qualche anno, mettendo in luce le eccezionali particolarità di Palazzo Steri come dispositivo iconografico con un’organizzazione visuale molto complessa, che ha bisogno di essere tradotta per essere compresa e divulgata con più facilità”.

All’evento ha partecipato anche l’assessore comunale alla Cultura Antonio Rini: “A Palermo c’è un patrimonio invisibile immenso, ma grazie alla cultura scientifica e alle applicazioni digitali si può fare un lavoro dirompente: oggi inizia una nuova era, sono sicuro che questa collaborazione tra l’ateneo e il mio assessorato diventerà strutturale”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 30 giugno 2026

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