Al Teatro Massimo “Il lago dei cigni” rivive nella Sicilia del Gattopardo

PALERMO (ITALPRESS) & Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 22 gennaio alle 20:00 Il lago dei cigni di Petr Il& Cajkovskij in una nuova e affascinante veste coreografica. A firmarla è

A cura di Redazione Redazione
16 gennaio 2026 14:56
Al Teatro Massimo “Il lago dei cigni” rivive nella Sicilia del Gattopardo -
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PALERMO (ITALPRESS) – Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 22 gennaio alle 20:00 Il lago dei cigni di Petr Il’ic Cajkovskij in una nuova e affascinante veste coreografica. A firmarla è il direttore del Corpo di ballo della Fondazione, Jean-Sébastien Colau, che realizza un progetto desiderato da tempo: una ripresa classica, rispettosa dell’eredità di Petipa e Ivanov, capace di mettere in risalto le qualità della compagnia palermitana. Coreografo collaboratore Vincenzo Veneruso; Assistente alla coreografia Agnes Letestu.

L’originalità della nuova produzione è l’ambientazione nell’epoca del Gattopardo, in un’atmosfera aristocratica e raffinata. Crinoline, sete e abiti d’epoca trasporteranno il pubblico nelle atmosfere di Tomasi di Lampedusa, tra decadenza e splendore, rendendo omaggio alla Sicilia e all’estetica del romanzo. Il tradizionale balletto romantico rivivrà nel mondo dei Salina e dei Falconeri, grazie alle scenografie di grande raffinatezza disegnate da Francesco Zito (coadiuvato dall’assistente Chiara Mirabella) e ai preziosi costumi curati da Cécile Flamand con una cura minuziosa del dettaglio storico ed estetico. L’impianto visivo è completato dal disegno luci di Bruno Ciulli (aiuto luci Eleonora Magni).

A dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo è il Maestro Nicola Giuliani, apprezzato per la sua sensibilità nel repertorio tardo-romantico, che guiderà l’orchestra in simbiosi con l’ensemble coreutico. In scena, due ballerini di prima grandezza: Maia Makhateli, stella del Dutch National Ballet di Amsterdam, e il palermitano Andrea Sarri, primo ballerino dell’Opéra di Parigi, che tornano a calcare il palcoscenico del Teatro Massimo insieme al Corpo di ballo della Fondazione. Nei ruoli principali, accanto alla coppia Makhateli-Sarri (22, 24, 25 e 27 gennaio), si alterneranno per Odette/Odile Martina Pasinotti (23, 29, 31) e Yuriko Nishihara (28, 30, 1), mentre nei panni del principe Siegfried danzeranno Alessandro Casà (23, 29, 31) e Michele Morelli (28, 30, 1). Interpreti di Rothbart sono Diego Millesimo (22, 24, 25, 27, 30) e Andrea Mocciardini (23, 28, 29, 31, 1); di Benno Alessandro Cascioli (22, 24, 25, 27), Diego Mulone (23, 29, 31), Giovanni Traetto (28, 30, 1); dell’Amica di Benno Francesca Davoli (22, 24, 25, 27), Carla Del Sorbo (23, 29, 31), Giulia Neri (28, 30, 1).

“Per questa coreografia non mi sono ispirato ad alcun riferimento visivo diretto – spiega Jean-Sébastien Colau – al contrario ho scelto di lavorare esclusivamente sui miei ricordi. Ho danzato molte versioni di questo balletto e ho voluto conservare le orme di quelle linee e di quei respiri, rielaborandoli secondo ciò che, da danzatore, avrei desiderato vedere in scena. Non ho inventato nuovi passi: si tratta di puro vocabolario accademico organizzato in un ordine diverso. Nella mia attività di danzatore ho avuto il privilegio di ballare in molti paesi e in differenti compagnie, mi sono nutrito nel tempo di molteplici stili e questo bagaglio si riflette nella mia coreografia dove i linguaggi si intrecciano e si contaminano”.

La vicenda originale de Il lago dei cigni, che affonda le radici nelle fiabe popolari mitteleuropee, viene qui trasposta senza perdere il suo cuore narrativo: la tormentata storia d’amore tra il principe Siegfried e la principessa Odette. Vittima di un incantesimo del mago Rothbart, la giovane è condannata a trasformarsi in cigno di giorno, riacquistando sembianze umane solo di notte. Unica via di salvezza è un giuramento di amore eterno, messo però alla prova dagli inganni di Odile, il “cigno nero”. Composto tra il 1875 e il 1876, Il lago dei cigni è il primo dei tre capolavori coreutici di Cajkovskij. Dopo il debutto moscovita del 1877, trovò la consacrazione definitiva nel 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo grazie a Marius Petipa e Lev Ivanov, riferimenti imprescindibili per questa nuova edizione palermitana. Lo spettacolo sarà in scena per dieci recite (di cui tre fuori abbonamento), offrendo alla città una occasione imperdibile per riscoprire il titolo più amato della trilogia cajkovskiana attraverso una lente profondamente siciliana. Domenica 18 gennaio alle 18:00 in Sala ONU, per gli appuntamenti di introduzione alla visione dello spettacolo, organizzati in collaborazione con l’Associazione Amici del Teatro Massimo, il giornalista e studioso Vito Lentini terrà una conferenza su Il Lago dei cigni. Caporedattore della rivista Sipario, Lentini insegna Pedagogia e Storia della Danza all’Accademia Teatro alla Scala, scrive di danza sul magazine La Scala e sulle pagine di cultura della redazione online del Sole 24 Ore. La prova generale del balletto, in programma mercoledì 21 gennaio alle 18:30 è aperta a favore di Medici senza frontiere.

Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto a favore dell’organizzazione medico-umanitaria indipendente che fornisce soccorso umanitario in più di 70 paesi a popolazioni. Per la prevendita [email protected] e facebook.com/msf.palermo | tel: 342 558852. Dal 19 gennaio la vendita dei biglietti relativa ai posti ancora disponibili sarà effettuata direttamente dalla biglietteria del Teatro. Calendario delle recite: 22, 23, 24, 25, 27, 28, 29, 30, 31 gennaio e 1 febbraio 2026. Durata: 2h e 40′ (80′ primo atto; 80′ secondo atto + 20′ di intervallo).

– Foto ufficio stampa Fondazione Teatro Massimo –

(ITALPRESS).

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