Accessi non consentiti ai sistemi informatici delle forze dell'ordine, "cercava dati sull'ex moglie": carabiniere condannato

Le prime verifiche furono condotte proprio dai carabinieri che iniziarono ad accertare presunti accessi non consentiti nel sistema

11 febbraio 2026 17:37
Accessi non consentiti ai sistemi informatici delle forze dell'ordine, "cercava dati sull'ex moglie": carabiniere condannato -
Condividi

Gela. Per l'accusa, adesso confermata dalla Corte d'appello di Caltanissetta, effettuò accessi non autorizzati nei sistemi informatici in dotazione alle forze dell'ordine per carpire dati relativi all'ex moglie e a suoi familiari e conoscenti. I giudici nisseni di secondo grado hanno confermato la condanna a un anno e sei mesi imposta, già dal tribunale di Gela, a un carabiniere che all'epoca dei fatti prestava servizio in città. Difeso dai legali Salvo Macrì e Luigi Cinquerrui, decise di impugnare la condanna di primo grado. Negò gli addebiti durante l'istruttoria davanti ai giudici gelesi. In appello, la difesa ha cercato di ottenere una decisione diversa da quella di primo grado. La corte ha però confermato. L'ex moglie, i suoi familiari e gli amici finiti sotto l'attenzione dell'imputato sono parti civili, assistiti dai legali Eleanna Parasiliti Molica, Giuseppe Messina e Giovanni Di Giovanni. Hanno insistito per la conferma della decisione dei giudici gelesi. Le prime verifiche furono condotte proprio dai carabinieri che iniziarono ad accertare presunti accessi non consentiti nel sistema. La condanna era stata pronunciata con pena sospesa. Alle partici civili era stato riconosciuto il diritto al risarcimento dei danni, da definire in sede civile.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela