"A Gela sottratti nel tempo fino a diecimila reperti archeologici", parte attività recupero
L'attività di recupero è iniziata
Gela. Il parco archeologico di Gela, attraverso il direttore Ennio Turco, ha avviato un percorso di recupero di reperti che appartengono al sito locale. "Circa duecento cassette - ha detto Turco - le abbiamo già recuperate a Caltanissetta. È solo l'inizio. Non si possono smembrare intere collezioni". Turco ha parlato anche di una linea di azione non sempre condivisa con la soprintendenza di Caltanissetta. L'artista Giovanni Iudice, che fa parte di associazioni culturali, ha parlato del "sacco di Gela", dato che circa novecento casette di reperti furono portate altrove. A presentare l'iniziativa, inoltre, il professore Nuccio Mule' e il parlamentare Ars Salvatore Scuvera. In sala, diversi esponenti locali FdI e operatori del parco archeologico. Non c'erano rappresentanti dell'amministrazione comunale. Per Mule', "è la prima volta che politica, istituzioni e associazioni, insieme, fanno qualcosa per la città". "La storicizzazione sembra che valga per tutti i musei e non a Gela - ha sottolineato Mule' - c'è stata una sottrazione indebita di reperti archeologici, partito dal 1971. Continui massicci trasferimenti verso Caltanissetta. Nel 1999, più di cento cassette di reperti sono state trasferite a Caltanissetta. Almeno 936 cassette sono state trasferite a Caltanissetta. Circa nove-dieci mila reperti sono stati trasferiti altrove. C'è stata una sottrazione inoltre di monete". Scuvera ha ribadito "che oggi si dà verità alla storia della città di Gela ma stiamo lavorando per tutti i siti del parco archeologico e del territorio di Caltanissetta. Bisogna ritornare a credere che il patrimonio culturale può essere un volano importante di rilancio".
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