Vizzini morì per un grave incidente sul lavoro, ricorsi non accolti: Cassazione conferma le condanne

I familiari dell'operaio deceduto sono stati parti civili in tutte le fasi del procedimento penale. Le condanne sono definitive

21 gennaio 2026 18:12
Vizzini morì per un grave incidente sul lavoro, ricorsi non accolti: Cassazione conferma le condanne - Antonio Vizzini
Antonio Vizzini
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Gela. Le condanne determinate dall'incidente mortale, che costò la vita, dodici anni fa, all'operaio Antonio Vizzini, sono definitive. La Corte di Cassazione non ha accolto i ricorsi avanzati dai legali degli imputati. A rispondere di omicidio colposo erano un collega di lavoro e i referenti tecnici e manageriali delle aziende, comprese quelle che si occupavano della sicurezza delle aree di cantiere, in raffineria, dove avvenne l'incidente. Vizzini fu travolto durante le operazioni condotte con una gru. Il no dei magistrati di Cassazione ai ricorsi difensivi, rende definitive le condanne a un anno per Angelo Vergati, Giovanni Nunnari e Stefano Lo Coco; dieci mesi per Antonio Bennici e Leandro Lorefice; sei mesi a Giuseppe Antonuzzo (l'operaio che manovrava la gru). Per l'accusa, ci furono omissioni nell'attuazione dei piani di sicurezza, anche se in appello fu riconosciuto un limitato concorso di colpa, rispetto alla presenza di Vizzini nell'area. I giudici romani, infine, hanno disposto l'annullamento con rinvio, in sede civile, solo rispetto alla posizione della società “Lorefice&Ponzio” (per la quale Vizzini lavorava). Era già stato riconosciuto l'obbligo del risarcimento in capo a un'altra società, la Sgs Sertec (rappresentata dal legale Ornella Crapanzano). I familiari dell'operaio deceduto sono stati parti civili in tutte le fasi del procedimento penale, assistiti dai legali Riccardo Lana, Dionisio Nastasi, Giuseppe Ferrara e Giuseppe Catanese. Anche nel giudizio di Cassazione, analizzando gli elementi salienti, hanno insistito sulle condanne da riconoscere agli imputati, sulla scorta di falle nella gestione dei protocolli di sicurezza nel cantiere, attivato nell'isola quattro di raffineria. Per le difese, con i legali Vittorio Giardino, Flavio Sinatra, Antonio Gagliano ed Enrico Valentini, quanto accaduto non avrebbe un legame diretto con le condotte contestate agli imputati. Nei precedenti gradi di giudizio, era stato riconosciuto il diritto al risarcimento in favore dei familiari dell'operaio.

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