Visite specialistiche rinviate al 2028
Una situazione che racconta il volto più duro della sanità pubblica locale: liste d’attesa infinite, carenza di servizi, mancanza di assistenza concreta per i pazienti più fragili.
Gela. In città c’è chi aspetta una visita specialistica urgente e si sente rispondere che l’appuntamento disponibile è nel 2028. È la realtà denunciata dalla famiglia Catania, che oggi lancia un appello forte alle istituzioni sanitarie e all’ASP.
Una situazione che racconta il volto più duro della sanità pubblica locale: liste d’attesa infinite, carenza di servizi, mancanza di assistenza concreta per i pazienti più fragili. La famiglia Catania vive una condizione particolarmente difficile. Più componenti del nucleo familiare soffrono di patologie importanti e necessitano di controlli specialistici continui.
Ma oltre al problema sanitario c’è quello economico: non hanno la possibilità di sostenere visite private e non possiedono neppure un’automobile per raggiungere altre città siciliane dove i tempi d’attesa potrebbero essere più brevi.
“Come si può sopravvivere così?”, chiedono con amarezza. “Chi è malato e non ha soldi oggi rischia seriamente di rinunciare a curarsi”.
Il caso solleva ancora una volta interrogativi pesanti sullo stato della sanità a Gela. I cittadini denunciano da tempo una progressiva riduzione dei servizi, personale insufficiente e difficoltà sempre più gravi nell’accesso alle cure. Le urgenze spesso non vengono trattate con la tempestività necessaria e molte famiglie si trovano sole davanti a problemi enormi.
La denuncia della famiglia Catania non riguarda soltanto un singolo caso, ma rappresenta il disagio di centinaia di persone che ogni giorno combattono contro liste d’attesa insostenibili e una macchina sanitaria che sembra incapace di garantire il diritto fondamentale alla salute.
L’appello rivolto all’ASP è chiaro: servono interventi immediati, potenziamento delle visite specialistiche, tutela per i pazienti fragili e soluzioni concrete per chi non ha mezzi economici o possibilità di spostamento.
Abbiamo provato a contattare il dottor Salvatore Ficarra, dell'APS di Caltanissetta senza ottenere risposta. Rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
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