Villa confiscata ai clan distrutta dal fuoco, dopo due anni mancano fondi per ripristino

Il fuoco ha distrutto tutto e a oggi a Palazzo di Città non ci sono fondi adeguati per intervenire

31 marzo 2026 17:00
Villa confiscata ai clan distrutta dal fuoco, dopo due anni mancano fondi per ripristino -
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Gela. Data alle fiamme proprio mentre era in procinto di passare alla gestione di "Casa Rosetta", associazione che aveva in programma di avviare attività di supporto e recupero in favore di giovani in difficoltà. La villa confiscata, lungo un tratto della statale 117 bis, alle porte della città, dopo due anni dal rogo doloso rimane in attesa di interventi di ripristino. L'amministrazione comunale di allora, guidata dall'ex sindaco Lucio Greco, aveva concluso l'iter per affidare l'immobile a fini sociali, dato che è nella piena disponibilità del patrimonio comunale. Tutto sembrava volgere nella direzione prevista e l'associazione aveva iniziato a pianificare le attività previste. Il fuoco ha distrutto tutto e a oggi a Palazzo di Città non ci sono fondi adeguati per intervenire. L'assessore Simone Morgana, che ha la delega al patrimonio, ha già sottolineato che c'è l'impegno per individuare possibili programmi di finanziamento, utili a reperire somme per il ripristino. I danni sono ingenti e già al momento dell'incendio sembrò chiaro che chi agi' lo fece per impedire che la villa entrasse in possesso dell'associazione. L'ex proprietario fu ritenuto vicino agli stiddari e l'immobile venne sequestrato e successivamente confiscato, con tutte le pertinenze. Quella di "Casa Rosetta" fu l'unica offerta avanzata per ottenerne l'affidamento e riconvertilo con finalità sociali. La prefettura di Caltanissetta monitora con molta attenzione tutti gli iter che riguardano i beni confiscati alle organizzazioni mafiose. L'attuale amministrazione ha provveduto ad affidarne altri, sempre per finalità pubbliche e sociali.

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