Via Bengasi senz’acqua da tre settimane: strada cede e rete idrica danneggiata

La strada ha ceduto e le gravi perdite nella rete idrica impediscono ai residenti di riempire i serbatoi. Da oltre tre settimane intere famiglie sono senz’acqua e vivono una situazione di forte disagio.

02 febbraio 2026 10:39
Via Bengasi senz’acqua da tre settimane: strada cede e rete idrica danneggiata -
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Gela. Da oltre tre settimane i residenti di via Bengasi vivono una grave emergenza idrica. Il cedimento della strada, unito a consistenti perdite nella rete idrica sottostante, ha reso impossibile il normale approvvigionamento d’acqua nelle abitazioni, lasciando intere famiglie con i rubinetti a secco.

Secondo quanto raccontano i cittadini, le continue dispersioni d’acqua lungo la carreggiata impediscono il riempimento dei serbatoi domestici, rendendo di fatto inutile la distribuzione. Una situazione che sta causando disagi sempre più pesanti.

Il manto stradale, visibilmente compromesso, avrebbe interessato anche le condutture idriche, già deteriorate, aggravando un problema che si trascina ormai da giorni senza una soluzione definitiva. Nonostante le segnalazioni e le richieste di intervento, denunciano i residenti, la situazione resta invariata.

«Siamo disperati – raccontano alcuni abitanti della zona – vivere senza acqua per così tanto tempo è impossibile. Siamo costretti a comprare autobotti d’acqua o a chiedere aiuto a parenti e amici». Una condizione che comporta anche un aggravio economico per molte famiglie.

Il problema di via Bengasi si inserisce in un quadro più ampio di criticità infrastrutturali che interessano diverse aree della città, tra strade dissestate e reti idriche obsolete. I residenti chiedono interventi urgenti e strutturali, sia per la messa in sicurezza della carreggiata sia per la riparazione delle tubature danneggiate.

Nel frattempo cresce il malcontento e il senso di abbandono, mentre via Bengasi continua a fare i conti con un’emergenza che incide pesantemente sulla qualità della vita quotidiana e che, secondo i cittadini, non può più essere rimandata.

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