Vertenza sanità, sindaco e maggioranza alla "prova" Ficarra: centrodestra senza mosse comuni
Gli azzurri non sono del fronte pro-presidio ma certamente non seguono i meloniani nella trincea dello scontro politico a tutti i costi
Gela. Domani mattina, come abbiamo riferito, il sindaco Terenziano Di Stefano incontrerà, dopo settimane di forte tensione istituzionale, il manager Asp Salvatore Ficarra. Un vertice, al culmine della mobilitazione avviata per il potenziamento della sanità cittadina, che si terrà a Caltanissetta e non in città, a causa delle difficoltà di salute del direttore generale, che ormai da tempo esclude una crisi generalizzata del comparto locale. Di Stefano, dopo un consulto con la sua maggioranza, ha detto sì al tavolo a Caltanissetta piuttosto che in città, come inizialmente ipotizzato. Una riunione che si terrà mentre domani scatterà il tredicesimo giorno di presidio davanti al nosocomio “Vittorio Emanuele” e con circa cinquemila firme già raccolte, apposte da cittadini stanchi di doversi rivolgere a un complesso sanitario depotenziato. La maggioranza del primo cittadino, senza distinzioni di sorta, si è stretta intorno all'iniziativa e tutti i partiti e i movimenti che stanno nel governo locale non si sono tirati indietro. Di Stefano sa di poter contare sui suoi ed è consapevole che larga parte della città supporta la mobilitazione, come dimostrato in queste settimane di presidio: tanti si recano davanti all'ospedale non solo per firmare ma pure per esporre problemi e disservizi, a contatto diretto con il primo cittadino. Domani, non sarà solo una questione di maggioranza. Di Stefano ha esteso l'invito a partecipare ai gruppi di opposizione, a partire da quelli di centrodestra che hanno quasi del tutto disertato il presidio. Proprio nel centrodestra d'opposizione, è evidente che le mosse non sono tutte riconducibili allo stesso stampo strategico. I meloniani sono in trincea: fin dal primo momento hanno bollato come strumentale la mobilitazione e non ci sono stati supporti al presidio. Nessuno degli esponenti FdI, neanche il parlamentare Ars Salvatore Scuvera, si è fatto vedere davanti al nosocomio. Al contrario, il partito ha preferito affondi legati alla gestione della città, iniziando a criticare aspramente qualsiasi capitolo: dal decoro ai cantieri Pnrr e fino alla “storia” dell'ultimo trentennio di politica in città. Qualche intervento dei meloniani, sul tema sanità, si è concretizzato solo al momento dell'annuncio, giunto dal governo Schifani, di un provvedimento che ricomprende sedici milioni per la progettazione del nuovo ospedale. Poi, più nulla. Passi che non assomigliano a quelli mossi dai forzisti che invece alla contrapposizione a testa bassa hanno preferito la linea della mediazione con l'amministrazione comunale e di un dialogo, seppur a distanza, anche attraverso l'incontro con l'assessore regionale alla salute Marcello Caruso. Gli azzurri non sono del fronte pro-presidio ma certamente non seguono i meloniani nella trincea dello scontro politico a tutti i costi. Per il resto, salvo l'eccezione Mpa (che sta nel governo cittadino e seppur a ranghi non proprio ampi partecipa al presidio), il centrodestra d'opposizione ha preferito non esporsi nella mobilitazione iniziata dal sindaco: qualche consigliere comunale d'area, senza clamori e luci mediatiche, ha firmato al banchetto allestito innanzi al nosocomio di Caposoprano. Al tavolo con Asp, oltre a Di Stefano, al presidente del consiglio comunale Paola Giudice, all'amministrazione e ai capigruppo di maggioranza, ci saranno consiglieri di centrodestra come l'azzurro Antonino Biundo e l'esponente di “Avanti Gela” Gabriele Pellegrino. E' possibile che all'ultimo minuto si aggreghi qualche altro componente del drappello consiliare di centrodestra. La vertenza sanità sta facendo emergere, almeno nel centrodestra d'opposizione, velocità differenti e approcci non proprio comuni. Allo stesso modo, la linea dettata dall'amministrazione comunale, con il presidio, nel centrosinistra non ha convinto “Controcorrente”, che a oggi non ha mai partecipato, preferendo un incontro diretto con l'assessore regionale Caruso, in attesa che dalle interlocuzioni, su più livelli, possano arrivare apporti concreti per un ospedale che segna il passo ormai da anni, causa personale ridotto ai minimi e servizi sempre a singhiozzo.
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