Vertenza sanità, dopo più di sessanta giorni e tredicimila firme presidio rimosso: "Protesta va avanti"

La vertenza rimane pienamente attiva e la querela decisa da Asp ha riacceso le polveri. Il Vittorio Emanuele necessita di un potenziamento netto e a oggi, secondo i promotori della vertenza, Asp non ha risposto come avrebbe dovuto

05 ottobre 2026 15:18
Vertenza sanità, dopo più di sessanta giorni e tredicimila firme presidio rimosso: "Protesta va avanti"  -
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Gela. Installato nelle ultime settimane di luglio, quando venne avviata la lunga vertenza sanità, oggi è stato rimosso il presidio davanti all'ospedale Vittorio Emanuele. Dopo più di sessanta giorni e oltre tredicimila firme raccolte per il potenziamento del sistema sanitario locale, il gazebo è stato smontato, così come aveva già riferito il sindaco Terenziano Di Stefano, a conclusione della manifestazione di sabato. "La protesta verrà trasferita nelle sedi istituzionali", ha indicato il primo cittadino, fautore di una mobilitazione che ha messo ancor più in risalto le falle del sistema sanitario cittadino e i vuoti di organico nel presidio ospedaliero di Caposoprano. Il presidio però - è più che probabile - verrà riallestito "almeno ogni quindici giorni per informare i cittadini circa le eventuali evoluzioni o per ribadire ciò che non dovesse essere fatto da Asp", ha già spiegato il sindaco. La vertenza rimane pienamente attiva e la querela decisa da Asp ha riacceso le polveri. Il Vittorio Emanuele necessita di un potenziamento netto e a oggi, secondo i promotori della vertenza, Asp non ha risposto come avrebbe dovuto.

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