Verifiche su perdite da due serbatoi, cadono accuse a manager Eni: è stato assolto

 
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Un'area interna di raffineria

Gela. Tra le contestazioni mosse dalla procura c’era quella di inquinamento ambientale. Il giudice Miriam D’Amore a conclusione dell’istruttoria dibattimentale ha assolto il manager Eni Guido Bonfedi. I fatti ricostruiti risalivano al periodo tra 2016 e 2017. Vennero accertati possibili sversamenti di sostanze pericolose dai serbatoi S8 e S9 nell’isola nove di raffineria. Secondo la procura, ci sarebbe stata una contaminazione del sottosuolo. Per una delle ipotesi, il pm Pamela Cellura ha indicato la prescrizione ormai maturata. Ha chiesto l’assoluzione per una delle contestazioni risalenti al 2017, dato che l’imputato non ricopriva più la carica indicata dagli inquirenti. La condanna ad un anno e sei mesi l’ha avanzata infine proprio per il presunto inquinamento. Inoltre, stando all’accusa, sarebbe mancata qualsiasi comunicazione alle autorità competenti. La difesa, sostenuta dal legale Carlo Autru Ryolo, ha invece messo in discussione le conclusioni della procura. Tra gli altri aspetti, ha sottolineato che si sarebbe trattato di rilasci assai limitati e comunque circoscritti e monitorati.

Per il legale, non ci fu alcuna contaminazione. Il contenuto, stando a questa linea, non finì “nella matrice suolo” ma su una pavimentazione che ricopriva l’area. Il giudice D’Amore ha emesso un dispositivo di assoluzione per i capi contestati al manager della multinazionale.

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