Università di Palermo, Giarratano si insedia come nuovo presidente della scuola di Medicina e Chirurgia
Antonino Giarratano è il nuovo presidente della scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – La sinergia istituzionale per la realizzazione del Policlinico da un lato, la continuità in termini di attrattività per gli studenti dall’altro: queste le stelle polari sotto cui nasce il mandato di Antonino Giarratano, nuovo presidente della scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Palermo. La cerimonia di insediamento si è svolta nell’Aula Magna di Palazzo Steri, alla presenza tra gli altri del rettore Massimo Midiri: Giarratano prende il posto di Marcello Ciaccio e con lui si è insediato il nuovo Consiglio della scuola di Medicina, composto da 37 membri di cui tre ancora da nominare.
Tra gli obiettivi della nuova presidenza figurano la riorganizzazione e il potenziamento strutturale logistico di aule e laboratori in termini di informazione e digitalizzazione, ma anche di manutenzione e sorveglianza; la riassegnazione agli iscritti di spazi universitari come spogliatoi, luoghi di aggregazione e studio, mense; l’attribuzione di risorse umane proporzionate al ritorno che la scuola di Medicina dà all’ateneo; la partecipazione formale dell’Università alla programmazione sanitaria; l’attivazione di un organo di indirizzo per monitorare il raggiungimento degli obiettivi assegnati dal rettore all’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico; il riconoscimento di un finanziamento aggiuntivo del 6% e dei costi ambulatoriali correlati alla specificità delle attività formative; una dotazione organica calcolata al 60%.
Netta la richiesta alle istituzioni locali e regionali sul nuovo Policlinico: occorre accelerare sulla progettazione e sulla realizzazione. Per quanto riguarda i passaggi già completati e quelli da completare, spiega Midiri, “stiamo lavorando con la direzione strategica, dopo esserci fermati con il problema dei posteggi: la soluzione tecnica è stata trovata a costi invariati, ora procederemo rapidamente con le delibere che vedranno coinvolti anche sindaco e presidenza della Regione per avviare tutte le procedure necessarie all’attuazione con Invitalia del progetto. Io sono moderatamente ottimista, la soluzione tecnica è all’avanguardia perché fatta nei piani cangianti del complesso universitario da costruire, quindi l’impatto ambientale è zero: siamo orientati per la realizzazione di un bene che riteniamo strategico e fondamentale per la nostra comunità. Le tempistiche sono legate alla progettazione: il momento che deciderà il cronoprogramma sarà in linea con l’esitazione del progetto definitivo”. Tra le altre sfide, prosegue, “c’è quella di avere una facoltà di Medicina riorganizzata, che si possa riappropriare dei propri ambienti all’interno del Campus e che possa avviare un percorso di riappropriazione delle scuole di specializzazione andate perse: tutto questo richiede unità d’intenti, ma vanno applicati i protocolli d’intesa. Il Policlinico non è solo un ospedale, ma un luogo di ricerca e avanzamento del sapere dove si fa formazione medico-sanitaria: questa serve non solo a Palermo ma a tutta la Sicilia, quindi diventa un bene pubblico da salvaguardare un po’ di più rispetto al passato”.
Quello che prende il via da Palazzo Steri, sottolinea Giarratano, è un percorso che “riguarda la formazione di 11.934 studenti immatricolati alla scuola di Medicina, 38 corsi di studio e 38 scuole di specializzazione: la formazione degli operatori sanitari di oltre metà della Sicilia dipende dalla nostra scuola. Abbiamo due clienti e due anime: i clienti sono gli studenti e i pazienti, le anime sono quella universitaria e quella ospedaliera con dirigenti medici e personale tecnico-amministrativo. Avendo come obiettivo la formazione delle future generazioni di operatori sanitari, nella nostra regione e non solo, puntiamo a potenziare l’offerta e colmare le carenze strutturali e logistiche che in questo momento ha un Policlinico ormai vecchio: il nuovo Policlinico è fondamentale, le preoccupazioni che percepisco sulla realizzazione riguardano non solo me e l’Università, ma gli 11.934 studenti che nei prossimi anni potrebbero trovarsi a non avere una struttura adeguata”.
– foto xd8/Italpress –
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