Una lite e poi le coltellate davanti al bar, "poteva uccidere": Emmanuello arrestato
È sempre più diffusa la presenza di coltelli e lame, "in possesso anche di giovanissimi"
Gela. Croci Emmanuello, il ventiduenne arrestato con l'accusa di tentato omicidio, per le coltellate nei pressi di un bar a Caposoprano, avrebbe colpito un suo coetaneo, "dopo una lite avvenuta il giorno precedente". Lo ha detto il procuratore capo Salvatore Vella. Gli agenti di polizia hanno ricostruito tutta la dinamica nell'arco di poche ore. Emmanuello è detenuto. Il giovane ferito "versa ancora in gravi condizioni". Il coltello non è stato ancora ritrovato. "Nell'abitazione della nonna si era recato per lavare gli abiti che aveva indosso durante l'aggressione", ha spiegato il procuratore. È sempre più diffusa la presenza di coltelli e lame, "in possesso anche di giovanissimi". "C'è stata un'ampia collaborazione da parte di chi era presente", ha aggiunto il procuratore. Emmanuello è stato subito identificato "anche per una tuta particolare che indossava". Il commissario capo di polizia Angelo Palermo ha parlato inoltre di "una ferita alla mano" riportata dall'arrestato. "Il giovane colpito ha rischiato la vita", è stato specificato. "È come se si volessero risolvere questioni di onore con le armi", è stato riferito nel corso della conferenza stampa.
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