"Troppi Vanna Marchi e nessun Maradona", De Luca: "A Gela il 10 per cento delle accise dei carburanti"
De Luca, al pari del sindaco Terenziano Di Stefano, punta molto, se non tutto, "sui territori"
Gela. "Troppi Vanna Marchi in giro". Cateno De Luca, parlamentare Ars e sindaco di Taormina, rilancia una posizione politica "né a destra né a sinistra". "Siamo progressisti nel senso che non vogliamo più parassiti che stanno nei palazzi da quarant'anni", ha detto nel suo intervento in pinacoteca comunale. "Sediamoci a un tavolo ma non a Roma ma in Sicilia e poi mettiamo le carte in tavola. Il mio governo di liberazione non è una candidatura alla presidenza della Regione. Io sono disponibile ma nessuno può autoproclamarsi Maradona della politica", ha detto ancora. De Luca, al pari del sindaco Terenziano Di Stefano, punta molto, se non tutto, "sui territori". "Abbiamo presentato un disegno di legge che andrà all'Ars - ha continuato De Luca - e sul quale ci giochiamo tutto. Gela, Milazzo e l'area siracusana, che ospitano siti industriali e sono aree Sin, devono ricevere una parte degli introiti dalle accise ottenuti dalla Regione per il consumo dei prodotti petroliferi. Almeno il dieci per cento, che per Gela significherebbe avere dieci milioni di euro all'anno. Non transigeremo su questo punto. Quelle risorse spettano ai comuni che ospitano i poli di raffinazione e che hanno patito tutte le conseguenze". Da De Luca sono partiti chiari messaggi rivolti al governo regionale del presidente Schifani, "che ci voleva in giunta ma noi abbiamo detto no", ma anche all'alternativa progressista, che sta cercando di individuare un percorso per arrivare anzitutto al candidato alla presidenza (quantomeno condiviso).
13.3°