Transizione idrica, a Gela imprese e istituzioni a confronto: «L'acqua è una risorsa strategica per il futuro»
Al Macchitella Lab il confronto sulla transizione idrica. Da Enimed ed Eni strategie e investimenti per la sostenibilità.
Gela. La scarsità d'acqua e gli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico rendono la gestione della risorsa idrica una delle sfide più importanti per la Sicilia. In questo scenario si è svolto al Macchitella Lab di Gela il workshop “Sfide, connessioni e soluzioni per la transizione idrica”, promosso da AssoRisorse, Enimed e Fondazione Enrico Mattei.
L'iniziativa ha riunito imprese, istituzioni e rappresentanti del territorio con l'obiettivo di condividere esperienze, creare nuove collaborazioni e individuare strumenti concreti per una gestione più efficiente dell'acqua, risorsa fondamentale non solo per l'ambiente ma anche per lo sviluppo economico e sociale.
Ad aprire il confronto è stato l'amministratore delegato di Enimed, Luca De Caro, che ha sottolineato il forte legame tra il settore energetico e quello idrico.
«C'è un legame molto importante tra energia e acqua, in quanto la gestione corretta dell'acqua richiede energia e la produzione di energia richiede sempre più produzione e gestione di acqua. Noi come Enimed, società che opera nel settore energetico, abbiamo una grandissima attenzione anche a questa risorsa, che è fondamentale per lo sviluppo economico, industriale, ma soprattutto anche per il benessere e per la sostenibilità della nostra vita», ha dichiarato De Caro.
Tra gli obiettivi indicati dall'azienda c'è il raggiungimento della cosiddetta "positività idrica" entro il 2035 in una parte significativa dei siti operativi situati in aree soggette a stress idrico.
A spiegare il percorso intrapreso è stato Giovanni Milani, responsabile HSEQ di Eni.
«Quello che abbiamo individuato come soluzione è quello della positività idrica secondo lo schema del CEO Water Mandate. Sostanzialmente un approccio che vede il tema globale in termini generali, ma molto locale come soluzioni e quindi individuiamo, bacino per bacino, le azioni che ci consentono dapprima di lavorare all'interno dei nostri siti e poi con le comunità locali per riuscire a raggiungere una vera positività idrica», ha affermato Milani.
Un modello che punta a ridurre l'impronta idrica delle attività industriali, favorendo al tempo stesso la disponibilità della risorsa per gli ecosistemi, l'agricoltura e le comunità.
In Sicilia questo approccio trova già applicazione concreta. Alla bioraffineria di Gela è stato infatti incrementato il riutilizzo delle acque reflue urbane trattate per usi industriali, limitando il ricorso a nuove risorse idriche. Parallelamente, Eni Rewind porta avanti interventi per il trattamento e il recupero delle acque di falda.
Per il presidente della Bioraffineria di Gela, Luca Alburno, la sfida dell'acqua rappresenta una priorità per il territorio.
«Questa iniziativa è veramente importante perché la risorsa idrica ricopre un ruolo fondamentale per la città e per tutta l'agricoltura. È un'iniziativa che guarda soprattutto alla volontà di realizzare un effettivo cambiamento e una concreta transizione nei prossimi anni», ha detto Alburno.
Dal seminario alla tavola rotonda, fino agli incontri tra imprese, il workshop ha voluto rafforzare il dialogo tra tutti gli attori coinvolti, nella consapevolezza che la transizione idrica non riguarda soltanto la tutela dell'ambiente ma anche la sicurezza delle comunità, la competitività del sistema produttivo e il futuro dei territori.
La mattinata si è conclusa con la tavola rotonda “Acqua, tra innovazione e sinergie”, alla quale hanno partecipato rappresentanti di Siciliacque, Sicindustria, Bioraffineria Enilive di Gela, Assorisorse, Eni Rewind e delle Università di Enna e Catania.
Il workshop proseguirà nel pomeriggio con una sessione B2B dedicata alle imprese, pensata per favorire networking, condivisione di competenze e opportunità di collaborazione tra aziende attive nei settori dell’innovazione tecnologica, del trattamento delle acque e della sostenibilità ambientale.
Da Gela intanto arriva un messaggio chiaro: affrontare la sfida dell'acqua richiede cooperazione, innovazione e la capacità di trasformare le strategie in azioni concrete, coinvolgendo istituzioni, imprese, mondo della ricerca e cittadini.
26.7°