Tomasi: "Delirio di onnipotenza? Di chi ha obbligato i dem a lasciare l'aula"

"Addirittura, alcuni consiglieri del Pd hanno lasciato l'aula senza neanche conoscere le motivazioni", dice Tomasi . "Da parte mia, pieno rispetto dei miei doveri istituzionali", aggiunge

28 febbraio 2026 13:16
Tomasi: "Delirio di onnipotenza? Di chi ha obbligato i dem a lasciare l'aula"  - Il consigliere comunale M5s Vincenzo Tomasi
Il consigliere comunale M5s Vincenzo Tomasi
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Gela. Nessun delirio di onnipotenza ma il rispetto di un preciso protocollo istituzionale". Nel caso che sta montando nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, dopo che ieri i dem hanno abbandonato l'aula consiliare, il presidente della commissione bilancio Vincenzo Tomasi, finito al centro delle contestazioni degli esponenti Pd, insieme al suo gruppo di riferimento, si sgancia dalle accuse mossegli, per la presentazione del regolamento finalizzato alla definizione agevolata dei tributi. "Durante la presentazione del regolamento elaborato dalla commissione bilancio, che ho l’onore di presiedere, i consiglieri del Partito democratico, di maggioranza, hanno abbandonato l’aula, motivando la scelta con l’accusa nei miei confronti di un presunto delirio di onnipotenza. Un’accusa grave e ingiustificata, che respingo con fermezza. La questione - dice Tomasi - è semplice e riguarda il rispetto dei ruoli. Il regolamento in oggetto è frutto di un lavoro collegiale della commissione bilancio. Come previsto dalla prassi istituzionale e dal buon senso amministrativo, è il presidente della commissione a presentare in aula l’atto elaborato dall’organo che rappresenta. Non si tratta di protagonismo personale, ma di un principio elementare di corretto funzionamento degli organi consiliari. In due anni di presidenza della commissione bilancio ho sempre mantenuto un profilo basso e non mi sono mai sovrapposto agli altri componenti". I dem si sono schierati con il consigliere del partito Lorena Alabiso, a sua volta membro della commissione e che non ha condiviso le scelte di Tomasi. "Rispedisco al mittente l'accusa di delirio di onnipotenza che eventualmente andrebbe riferita a chi ha imposto al proprio gruppo consiliare di lasciare l'aula - continua il consigliere M5s - nonostante poco prima mi avesse rassicurato sul fatto che accettava il mio intervento e il ruolo. Addirittura, alcuni consiglieri del Pd hanno lasciato l'aula senza neanche conoscere le motivazioni". Per Tomasi, che prende una posizione netta, "nessuno intende mortificare il contributo dei singoli consiglieri. Al contrario, il lavoro svolto da ciascun componente della commissione è parte integrante del risultato finale. Tuttavia, il rispetto delle funzioni è condizione essenziale per garantire ordine, equilibrio e autorevolezza all’istituzione". Infine richiama ancora l'operato della dem Alabiso. "È stato rappresentato in commissione, proprio dal consigliere Alabiso, un presunto termine perentorio al 28 febbraio per l’approvazione del regolamento, termine che non trova riscontro nella normativa vigente né nella legge finanziaria di riferimento. Accelerare un atto regolamentare su basi giuridiche inesatte - conclude Tomasi - non significa essere efficienti ma rischiare di compromettere la qualità del provvedimento". Le tensioni di maggioranza, nonostante il tentativo pentastellato di stemperare, sembrano tutt'altro che superate, concentrate sull'asse M5s-Pd.

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