Timpazzo, su proroga vasche c'è decreto: "Va concluso iter per la gestione del servizio rifiuti"
Una mossa formalizzata, adesso con il relativo decreto pubblicato. La scelta si lega proprio all'avvento dell'amministratore giudiziario
Gela. L'emergenzialità scaturita dall'inchiesta che ha portato ad azzerare l'ormai ex vertice di Impianti Srr, la società in house che gestisce la piattaforma integrata di Timpazzo, sta certamente incidendo sull'organizzazione di una governance affidata, con provvedimento del gip del tribunale di Caltanissetta, a un amministratore giudiziario. Tra le prime impellenze che si sono concretizzate, quella per il rinnovo della volturazione, in favore della stessa Impianti Srr, finalizzata alla gestione delle due vasche sature, A-B e C-D, affidate all'in house dopo il trasferimento da Ato Cl2 in liquidazione. Come abbiamo riferito ieri, c'è stato l'assenso del dipartimento regionale acqua e rifiuti, guidato dal dirigente generale Arturo Vallone, alla proroga della gestione di Impianti Srr, fino al prossimo 31 dicembre. Una mossa formalizzata, adesso con il relativo decreto pubblicato. La scelta si lega proprio all'avvento dell'amministratore giudiziario al quale, anche su richiesta dei sindaci della Srr4, bisogna dare un termine congruo per riorganizzare le attività ed effettuare tutte le verifiche del caso. Nel decreto regionale, si precisa che “l'avvio e la messa a regime dell'attività straordinaria dell'amministratore giudiziario richiedono un lasso di tempo tecnico congruo per consentire la ricognizione dello stato dei luoghi, il passaggio formale delle consegne, la pianificazione degli interventi di gestione ordinaria e di ripristino ambientale, nonché per l'espletamento di tutti i necessari adempimenti amministrativi e di sicurezza”. Il dipartimento, allo stesso modo, è molto chiaro nel ribadire che l'impiantistica del ciclo territoriale dei rifiuti va messa in gara. La procedura, almeno per le due vasche sature, andava completata non oltre il 30 giugno ma il terremoto giudiziario ha posto una sorta di interruzione, seppur non ci fossero stati troppi passi in avanti. Il dirigente generale Vallone, che peraltro ha fatto sapere, giorni addietro, di aver avviato una verifica tecnico amministrativa sul modus gestionale di Timpazzo, sottolinea, nel decreto, che entro il 30 giugno “doveva concludersi la procedura per l’individuazione del gestore del servizio integrato di gestione dei rifiuti, in ossequio all’art.33, comma 2, del D.Lgs. 23 dicembre 2022, n.201”. Richiama quindi la normativa in materia di servizi pubblici locali. Infine, rispetto al neo amministratore giudiziario, dal dipartimento precisano che “le attività di gestione della discarica di Timpazzo e i correlati adempimenti autorizzativi dovranno rientrare nell'esercizio delle funzioni e dell'attività dell'amministratore giudiziario nominato dalla competente autorità giudiziaria. L'attività gestionale e commissariale della discarica proseguirà nel rispetto delle prescrizioni tecniche stabilite nei relativi atti autorizzativi di origine”.
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