Timpazzo, su caso Tmb dipartimento ha informato prefetto: "Disparità tra Comuni"
Secondo il dirigente generale, Impianti Srr, avviando manutenzioni al tmb senza un congruo preavviso, “ha posto a rischio la continuità di un servizio pubblico essenziale"
Gela. La settimana che si appresta ad iniziare, salvo ulteriori sviluppi su altri fronti, sarà quella della conclusione delle attività di manutenzione nel sistema di trattamento meccanico biologico, a Timpazzo, che negli scorsi giorni ha generato non pochi irrigidimenti istituzionali, sul territorio e in Regione. Non ci sono state conseguenze particolari per i Comuni della Srr4, compreso Gela, che hanno continuato a conferire nella piattaforma ma per altri quaranta, tutti esterni all'ambito locale, il dipartimento regionale acqua e rifiuti ha dovuto individuare soluzioni alternative, nell'arco di poche ore. Le comunicazioni giunte da Impianti Srr, la società in house che gestisce la piattaforma di Timpazzo, in maniera decisamente non velata sono state considerate fin troppo tardive. Giovedì, mentre in Regione iniziava la valutazione per siti alternativi a Timpazzo, il dirigente generale del dipartimento acqua e rifiuti, Arturo Vallone, ha ufficialmente informato il prefetto di Caltanissetta, oltre a quelli di Catania e Agrigento, dato che i Comuni che non possono, in questi giorni, conferire a Timpazzo sono tutti dell'area agrigentina ed etnea, oltre a quelli del nord della provincia nissena. Ha voluto declinare espressamente “qualsivoglia responsabilità in capo a questo dipartimento per eventuali criticità igienico-sanitarie o emergenze derivanti dal mancato conferimento dei rifiuti presso l'impianto”. Vallone ha diffidato i vertici di Impianti Srr, imponendogli di inoltrare una relazione tecnica sugli interventi in essere e a “procrastinare gli interventi manutentivi differibili, riprogrammandone l'esecuzione e limitando l'eventuale fermo dell'impianto ai soli interventi indifferibili e improrogabili, in modo da ridurre al minimo i disagi per l'utenza e scongiurare ogni soluzione di continuità del servizio”. Per il dipartimento, inoltre, lo stop ai conferimenti solo dei Comuni non soci della Srr4, con la continuità esclusivamente per quelli del territorio, “introduce un'ingiustificata disparità di trattamento tra utenze conferenti, non conforme ai principi di parità, imparzialità e non discriminazione cui è tenuto il gestore di un servizio pubblico”. I toni sono duri e vanno oltre gli schemi istituzionali. Secondo il dirigente generale, Impianti Srr, avviando manutenzioni al tmb senza un congruo preavviso, “ha posto a rischio la continuità di un servizio pubblico essenziale e la corretta gestione dei flussi di conferimento”.
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