Timpazzo, l'inchiesta: "Hanno inquinato sottosuolo e altre matrici ambientali"
L'ipotesi principale, sulla quale per anni hanno lavorato i carabinieri, è il traffico illecito di rifiuti, che si sarebbe concretizzato proprio nel sito di conferimento gestito dalla società in house Impianti Srr
Gela. Un potenziale inquinamento della falda, nel sottosuolo, ma anche di altre matrici ambientali, in un'area già sottoposta a vincoli. Tra le contestazioni che vengono mosse agli indagati, nell'inchiesta della Dda di Caltanissetta sul ciclo rifiuti della discarica Timpazzo, ci sono ipotesi di danni ambientali. Sarebbero una conseguenza diretta di un presunto sistema di smaltimento non regolare di rifiuti, che sarebbero finiti interrati senza il necessario pretrattamento. L'ipotesi principale, sulla quale per anni hanno lavorato i carabinieri, è il traffico illecito di rifiuti, che si sarebbe concretizzato proprio nel sito di conferimento gestito dalla società in house Impianti Srr, che porta avanti inoltre il servizio di raccolta nel territorio e da poco ha ottenuto la gestione delle vasche sature, in precedenza affidate all'Ato Cl2 in liquidazione. Lunedì sono previsti gli interrogatori, davanti al gip del tribunale di Caltanissetta, per il manager di Impianti Srr Giovanna Picone e per gli altri indagati, raggiunti da richiesta di misura cautelare: i due tecnici di riferimento dell'amministratore, Giuseppe Bellavia e Salvatore Parlatore, e i capi area Angelo Collodoro e Salvatore Falduzza. I pm che conducono l'inchiesta, come abbiamo riferito, hanno inoltre avanzato richiesta di sequestro preventivo della società Impianti Srr e delle quote, con la nomina di un commissario. Spetterà al gip decidere su tutte le misure.
22.2°