Timpazzo, Gela e altri comuni Srr rischiano la beffa: nota al dipartimento, "basta conferimenti esterni"

Da lunedì prossimo, la prova del nove dovrebbe subito materializzarsi. Scatta la vigenza di nuovi limiti. I comuni della Srr4 hanno chiesto una verifica sui decreti autorizzativi

08 luglio 2026 20:54
Timpazzo, Gela e altri comuni Srr rischiano la beffa: nota al dipartimento, "basta conferimenti esterni" - La discarica Timpazzo
La discarica Timpazzo
Condividi

Gela. “Timpazzo torni a essere una discarica comprensoriale, per i comuni dell'ambito”. I sindaci della Srr4, dopo un confronto anche nel corso dell'assemblea di ieri, hanno scritto al dipartimento regionale acqua e rifiuti. La sintesi, su un'iniziativa del primo cittadino gelese Terenziano Di Stefano, è appunto concentrata intorno alla natura originaria del sito di conferimento, oggi al centro di un'inchiesta che ha portato all'azzeramento dei vertici di Impianti Srr, la società in house che gestisce la piattaforma integrata e il servizio rifiuti. Il timore non è affatto sopito: il sistema di trattamento meccanico biologico, a Timpazzo, è sotto notevole stress tecnico, dato che i quantitativi lavorati, soprattutto quelli dei comuni fuori ambito, hanno fatto lievitare le soglie massime e lo stesso dipartimento, qualche giorno fa, ha messo una pezza modificando al rialzo la soglia annuale di rifiuti indifferenziati trattabili. I sindaci dei comuni della Srr4, come abbiamo già riferito, temono la beffa: ovvero, trovarsi con la porta sbarrata quando si tratta di conferire nel sito che dovrebbe essere di loro esclusiva pertinenza. Da lunedì prossimo, la prova del nove dovrebbe subito materializzarsi. Scatta la vigenza di nuovi limiti ai conferimenti nel sito locale, che riguardano pure Gela e gli altri comuni dell'ambito. “Con la nota che abbiamo indirizzato al dipartimento regionale – precisa Di Stefano che ormai fa parte del cda della Srr4 – chiediamo di rivedere i decreti già emessi. C'è una chiara discrasia tra i quantitativi reali e quelli autorizzati. Rischiamo di trovarci con quantitativi da non poter conferire a casa nostra, nonostante non ci sia mai stato nessun superamento delle soglie previste”. Diversi comuni, non dell'ambito, sono stati ricollocati in altri siti di conferimento dell'isola, ma la pressione su Timpazzo non si allenta. Da qualche settimana, la piattaforma integrata è nella gestione di un commissario, nominato dal gip del tribunale di Caltanissetta, nell'ambito dell'inchiesta su un presunto traffico illecito di rifiuti. “Possiamo capire l'emergenza e abbiamo sempre dato una mano ai comuni che non fanno parte del nostro territorio – conclude Di Stefano – però, l'emergenza non può essere permanente. Perché comuni dell'area etnea o di quella di Agrigento devono conferire a Timpazzo se ci sono siti come Sicula Trasporti, per Catania, e Siculiana, nella zona agrigentina?”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Quotidiano di Gela