Timpazzo e governance sotto la lente della Regione, "aperta verifica interna": "Gestione privata in sito pubblico"
L’accelerata del dipartimento regionale ripropone la necessità di ridisegnare l’impalcatura della filiera dei rifiuti nel territorio
Gela. Più di qualche asterisco segnato sulla casella Timpazzo e relativo sistema di governance, concentrato sul rapporto diretto tra la società Srr4, che sovraintende il sistema territoriale dei rifiuti, e l’in house Impianti Srr, che materialmente porta avanti la piattaforma integrata e il servizio nei Comuni. Non è solo la magistratura che ha avviato più fronti di indagine, l’ultimo dei quali con richieste di misure cautelari per i vertici di Impianti Srr e per i tecnici. Il dipartimento regionale acqua e rifiuti che fa riferimento all’assessorato all’energia, ha aperto “una verifica amministrativa interna”. Una decisione che il dirigente generale del dipartimento, Arturo Vallone, già la scorsa settimana, mentre montava la vicenda delle manutenzioni nel sistema tmb della piattaforma integrata, ha ufficialmente comunicato al prefetto di Caltanissetta. Dal dipartimento ritengono che vadano condotti approfondimenti circa l’attuale assetto gestionale di Timpazzo e di conseguenza sulla struttura societaria che fa da interfaccia al rapporto tra Srr4 e controllata, Impianti Srr. Fra gli altri aspetti, secondo Vallone, la piattaforma locale di Timpazzo, compreso il sistema tmb, “pur essendo stata realizzata integralmente con fondi pubblici, risulta gestita con modalità prettamente privatistiche dalla società di scopo della Srr”. Così, la verifica è partita per quello che viene ritenuto un contrasto con la normativa che disciplina i servizi pubblici locali di rilevanza economica. Non a caso, secondo Vallone “l'operato della società di scopo non risulta confacente a quanto disposto dal D.Lgs. n.201/2022”. Ormai da quasi un anno, la questione è stata posta sul tavolo dell’assemblea della Srr4, che ha preso atto dell’impossibilità di andare avanti con un servizio rifiuti affidato in maniera diretta a Impianti Srr. Inizialmente, era stata approntata una potenziale via verso una società dei Comuni, che potesse acquisire quote e asset della Srr: la presenza di enti in dissesto, a partire da quello gelese, ha portato a depennare questa opzione. L’unica via di “fuga” plausibile è la gara d’appalto per il servizio e, secondo il sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, pure per l’intera impiantistica. Una questione che i sindaci avrebbero dovuto affrontare già settimane fa ma che pare passata in secondo piano davanti all’inchiesta della Dda di Caltanissetta su un presunto traffico illecito di rifiuti e alla vicenda del tmb. L’accelerata del dipartimento regionale ripropone la necessità di ridisegnare l’impalcatura della filiera dei rifiuti nel territorio. Per il dirigente generale, allo stato, “le governance della Srr e della società di scopo rimangono le uniche ed esclusive responsabili delle ricadute operative, gestionali e giuridiche”.
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