Timpazzo, da domani stop ai conferimenti di sette comuni: "Non superare soglia 150 tonnellate"
I tanti comuni esterni che conferiscono non semplificano lo stato tecnico dell'impiantistica, in un sito strategico per gli equilibri attuali del comparto rifiuti siciliano
Gela. Da domani scatta l'efficacia del provvedimento regionale finalizzato ad alleggerire il peso che da tempo si concentra sul sistema di trattamento meccanico biologico della discarica Timpazzo. Proprio da domani e fino a metà settembre, i comuni etnei di Randazzo, Palagonia, Scordia e Caltagirone, quello nisseno di San Cataldo e i centri agrigentini di Licata e Palma di Montechiaro, per un totale di poco più di 55 tonnellate giornaliere, conferiranno nel sito catanese di Sicula trasporti. I carichi non arriveranno nel sito locale. Il management di Impianti Srr, la società in house che gestisce il sito di Timpazzo, ha già comunicato, la scorsa settimana, al dipartimento regionale acqua e rifiuti che allo stato attuale il tmb non può andare oltre un carico da 150 tonnellate giornaliere. “L’attuale stato di conservazione e di usura delle linee di trattamento del tmb e le relative dotazioni impiantistiche, necessitano di continui e ripetuti interventi di micro-manutenzione comportando frequenti fermi parziali che ne riducono la disponibilità operativa”, così riporta la comunicazione fatta pervenire da Impianti al dipartimento palermitano. Come abbiamo già riferito, nel sistema di Timpazzo, negli ultimi mesi al centro di un'attenzione ancora più marcata da parte degli organi investigativi, le criticità non mancano e i tanti comuni esterni che conferiscono non semplificano lo stato tecnico dell'impiantistica, in un sito strategico per gli equilibri attuali del comparto rifiuti siciliano.
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