Timpazzo, c'è chi solleva dubbi "quantitativi improvvisamente ridotti": Vallone, "non è vero"

Nel sito locale, come è noto, non conferiscono solo i comuni dell'ambito, a partire da Gela. Sono decine quelli di altre province che sono autorizzati per trasportare i loro carichi a Timpazzo

05 luglio 2026 19:54
Timpazzo, c'è chi solleva dubbi "quantitativi improvvisamente ridotti": Vallone, "non è vero" - I mezzi in fila davanti all'ingresso di Timpazzo
I mezzi in fila davanti all'ingresso di Timpazzo
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Gela. La piattaforma integrata di Timpazzo, all'indomani delle misure restrittive eseguite dai carabinieri nei confronti dell'ex management di Impianti Srr (società che gestisce il sito) e dei riferimenti tecnici, si trova davanti a una fase di riorganizzazione. In settimana, il commissario nominato dal gip del tribunale di Caltanissetta ha individuato nuove figure tecniche per sostituire gli indagati, attualmente agli arresti domiciliari. Nel sito locale, come è noto, non conferiscono solo i comuni dell'ambito, a partire da Gela. Sono decine quelli di altre province che sono autorizzati per trasportare i loro carichi a Timpazzo, per ciò che concerne il sistema di trattamento meccanico biologico. Il dipartimento regionale acqua e rifiuti, proprio negli scorsi giorni, ha ridotto i quantitativi conferibili da comuni come Licata e ha rimodulato alcuni turni per città della zona sud della provincia di Catania. La manutenzione del tmb, di recente, aveva imposto una riorganizzazione generale per individuare siti alternativi, almeno per quaranta comuni fuori ambito. Adesso, proprio dagli altri comuni, non del territorio, iniziano a montare dubbi, più o meno velati, quanto all'attuale situazione organizzativa di Timpazzo. Con un video postato sui social, nel quale si nota una lunga fila di mezzi incolonnati, in attesa di accedere a Timpazzo, è il manager di una società in house, che gestisce il servizio rifiuti in comuni della provincia di Agrigento, a lamentare le scelte della Regione. Maurizio Miliziano, già amministratore della società Rap, esperto del settore rifiuti e alla guida della in house che gestisce il servizio in comuni della provincia agrigentina, sul proprio profilo social spiega che l'impianto di Timpazzo “per effetto di un decreto regionale, può ricevere improvvisamente un quantitativo inferiore di rifiuti”. Quindi, ci sono carichi di rifiuti che ritornerebbero indietro senza poter essere conferiti. Tra le altre cose, scrive che “in Sicilia accade anche questo: le tonnellate autorizzate in ingresso sembrano aumentare o diminuire a seconda del momento, non certo perché l’impianto sia stato riprogettato o perché siano cambiate le sue caratteristiche tecniche. È difficile comprendere come tale capacità possa essere modificata da un giorno all’altro”. Le immagini di Timpazzo, con i mezzi fermi per ore in attesa, e il commento del manager, hanno portato alla risposta, sempre tramite social, del dirigente generale del dipartimento acqua e rifiuti, Arturo Vallone. “Non è mia consuetudine rispondere attraverso i social ma la notizia che un decreto abbia ridotto il quantitativo da trattare nell’impianto di Timpazzo è del tutto priva di fondamento”, scrive Vallone, che da tempo è impegnato nelle verifiche sulla discarica locale, anzitutto rispetto al modus operandi della gestione condotta dall'ex management di Impianti Srr. Un dibattito, trasferito sulle pagine social, a quanto pare seguito (online) con attenzione proprio dall'ex management di Impianti Srr, in attesa delle decisioni del giudice del riesame di Caltanissetta, che come abbiamo riportato nei prossimi giorni si pronuncerà sui ricorsi difensivi, nell'ambito dell'inchiesta che ipotizza le accuse di traffico illecito di rifiuti oltre ai possibili danni ambientali.

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