Terreni insaturi in aree raffineria, chiusura con esito positivo per progetto di messa in sicurezza
Nella nota, si fa richiamo a prescrizioni che andranno osservate, concentrate su aspetti strettamente tecnici, preliminari alle attività di messa in sicurezza operativa
Gela. Per il ministero dell'ambiente ci sono tutte le condizioni, autorizzative, per ritenere conclusa positivamente la conferenza di servizi attivata rispetto al progetto di messa in sicurezza operativa dei terreni insaturi dell'area locale di raffineria Eni. La procedura, su iniziativa della multinazionale, partì tre anni fa. Progressivamente sono stati acquisiti tutti i necessari pareri degli organi di controllo e il via libera per il progetto è giunto pure dagli uffici comunali. Si tratta di aree già oggetto di analisi di rischio, approvata cinque anni fa. E' stata la divisione bonifica dei siti di interesse nazionale e siti orfani a rilasciare la comunicazione di avvenuta conclusione della conferenza di servizi, indirizzata a Biorafineria Eni e agli enti preposti. Nella nota, si fa richiamo a prescrizioni che andranno osservate, concentrate su aspetti strettamente tecnici, preliminari alle attività di messa in sicurezza operativa. La disciplina in materia apre alla possibilità di avanzare osservazioni. Il passo successivo, se non dovessero arrivarne, è quello del decreto finale di chiusura della conferenza di servizi decisoria, con l'approvazione del progetto di messa in sicurezza operativa, che dovrebbe essere correlato al successivo avvio del procedimento per l'approvazione del progetto operativo di bonifica e di messa in sicurezza operativa e permanente, “in aree ricadenti all'interno dei perimetri di siti di interesse nazionale”.
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