"Stimo Di Stefano e anche Scerra", Sammito: "Giunta? Mai chiesta, in un settore potrei incidere"

Ha optato per rimanere dietro le quinte politiche, senza alcun pressing per ottenere un eventuale riscontro di governo, nonostante il suo pieno appoggio elettorale al sindaco

22 settembre 2026 18:58
"Stimo Di Stefano e anche Scerra", Sammito: "Giunta? Mai chiesta, in un settore potrei incidere"  - Salvatore Sammito
Salvatore Sammito
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Gela. La verifica politica di domani, a Palazzo di Città, come abbiamo già riferito, sarà un'opportunità, attesa da tempo, sia dal sindaco Terenziano Di Stefano sia dagli alleati per tirare le somme dopo oltre due anni di governo della città, segnati da sviluppi programmatici ma anche da priorità ancora da concretizzare. Di Stefano, come abbiamo riportato ieri, attende risposte precise dagli alleati e se arriveranno, almeno per come se le aspetta, saranno la base per proseguire il progetto amministrativo. E' evidente che la coalizione a suo supporto, insieme a lui guarda alla continuità per il 2029 ma bisognerà arrivarci con risultati tangibili: aspetto che il primo cittadino non trascura affatto. Ci saranno mutamenti pratici in giunta? Pronostici è complesso farli ma il sindaco pare non escludere nulla. Spesso, davanti a fasi di analisi politica interna, ritornano capitoli delle amministrative di due anni fa, a partire dagli accordi che il sindaco strinse, fuori dall'alleanza originaria. Tra i suoi supporter, al ballottaggio, l'ex presidente del consiglio comunale Salvatore Sammito. Rimasto fuori dall'assise civica al fotofinish, al primo turno appoggiò l'altro candidato a sindaco Salvatore Scerra, per poi confluire su Di Stefano. Da allora, ha optato per rimanere dietro le quinte politiche, senza alcun pressing per ottenere un eventuale riscontro di governo. “Non l'ho mai fatto né ho intenzione di farlo adesso – dice Sammito – che io al ballottaggio, due anni fa, abbia sostenuto Di Stefano non è una novità. L'ho fatto e lo rifarei. Ma fu una decisione non finalizzata a ottenere qualcosa. Del resto, potrei dire sì a un ruolo attivo nel governo locale solo se venissi messo nelle condizioni di dare un contributo concreto alla città, sulla base delle mie competenze. Io, da sempre, mi occupo di rapportarmi con la società civile, con le associazioni e da dipendente di un istituto previdenziale affronto questioni specifiche. Quindi, ci sarebbe un solo settore, in Comune, del quale potrei occuparmi in maniera proficua. Non accetterei ruoli che non si legano alle mie competenze anche perché la mia scelta elettorale di due anni fa non fu legata al mero interesse di ottenere qualcosa”. Il riferimento ai servizi sociali appare scontato, ambito attualmente affidato all'autonomista Valeria Caci. Sammito i suoi rapporti personali con il sindaco non li nasconde. “C'è amicizia e umanamente lo stimo – sottolinea – così come sono rimasto in ottimi rapporti con Salvatore Scerra, fuori dalla politica”. A fasi alterne, il riferimento a Sammito così come a Scerra viene fuori nel commentario politico locale. Di concreto, però, non c'è mai stato nulla. Più in generale, Sammito non è estraneo alla quotidianità attuale. “Certo, ho una mia visione di come la città si sta presentando – dice inoltre – non sono affatto uno che apprezza la logica delle dimissioni, indipendentemente da chi la supporti. Gli eventi di sabato scorso hanno creato disagi e questo va evitato nel prosieguo. Però, dire che la questione possa risolversi con le dimissioni del sindaco mi pare veramente non congruo. Lo stesso vale per la sanità locale. Sappiamo tutti che il nostro ospedale non è un'eccellenza. Presenta tante criticità e pure in questo caso puntare solo sulle dimissioni dei vertici può non essere decisivo. Invece, il governo regionale dovrebbe fare ancora di più per migliorare le condizioni”. L'ex presidente del consiglio comunale nel centrodestra c'è sempre stato anche se a Palazzo di Città arrivò da civico. In questa fase, certe posizioni del centrodestra nazionale non lo convincono. “Sicuramente, non posso accettare - conclude - discorsi come quello sulle classi a scuola con restrizioni al numero di alunni stranieri né mi interessano i discorsi alla Vannacci. Da credente e cattolico le mie idee non sono quelle. Mi ritengo un centrista che si rivede in un contesto moderato di centrodestra”.

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