Srr, per organi controllo Di Stefano non può stare nel cda: sindaco, "sono decaduti, ci sono norme"
La presenza di Di Stefano, tra i principali sostenitori della discontinuità nel modus operandi della governance dei rifiuti, è messa in discussione dagli organismi di controllo della Srr
Gela. La governance del ciclo rifiuti territoriale, che in queste settimane si è affacciata agli scossoni generati dall'inchiesta su un presunto traffico illecito a Timpazzo, è uno dei gangli di una filiera che necessariamente va riformata. In quest'ottica, si è posto il sequestro preventivo di Impianti Srr, la società in house che gestisce Timpazzo e il servizio rifiuti ora affidata al nuovo manager Grazia Cosentino, e la conseguente nomina del commissario Marco Valenza, indicato dal gip del tribunale di Caltanissetta. L'esigenza di un cambio di passo è stata segnata inoltre dalla cooptazione, nel consiglio d'amministrazione della Srr4 (società che sovraintende il sistema territoriale dei rifiuti) del sindaco gelese Terenziano Di Stefano. Nel cda (presieduto dal sindaco di Delia Gianfilippo Bancheri), ha preso il posto dell'ormai ex sindaco di Sommatino Salvatore Letizia, dimessosi per via dell'inchiesta su presunti casi di corruzione nella gestione dell'ente comunale. Ora, però, la presenza di Di Stefano, tra i principali sostenitori della discontinuità nel modus operandi della governance dei rifiuti, è messa in discussione dagli organismi di controllo della Srr. I professionisti esterni che ne fanno parte hanno elaborato un parere che esclude le condizioni di legge per la permanenza del sindaco di Gela, dato che è alla guida di un comune che supera la soglia dei quindicimila abitanti. Un'iniziativa, quella degli organi di controllo, che non sembra per nulla entusiasmare Di Stefano. “Mi fa piacere che abbiano messo a disposizione le loro professionalità su questo tema – dice il sindaco – forse, sarebbe stato utile farlo anche su altre questioni, dai bilanci al controllo analogo. In ogni caso, parliamo di organi di controllo che io ritengo ormai decaduti, dato che vanno rinnovati. Il mio ingresso nel cda della Srr4 non è stato un atto di forza del Comune di Gela ma è avvenuto sulla base delle norme che dal 2025 permettono anche ai sindaci dei comuni più grandi di far parte del cda. Succede ovunque. Prima ancora della cooptazione ho presentato un parere redatto dai miei legali. Valuteremo quanto scrivono gli organi di controllo nel corso della prossima assemblea. Per quanto mi riguarda, presenterò un ulteriore parere pro veritate redatto dai miei legali. Faccio parte del cda, perché c'era un sindaco, quello di Mazzarino, che ormai si apprestava alla sfiducia, mentre quello di Sommatino si era dimesso perché indagato. Davanti alle vicende di Timpazzo, abbiamo voluto dare un segnale con il Comune di Gela che rappresenta il 46 per cento delle quote e può finalmente avere voce in capitolo sulle scelte che riguardano il nostro territorio. Qualcuno ha iniziato a mettere in campo norme che non c'entrano niente”. La questione sarà oggetto della prossima assemblea della Srr4 (prevista a inizio agosto), che peraltro è convocata pure per il rinnovo degli organi di controllo. Vanno nominati i tre componenti del collegio sindacale e il revisore legale.
26.1°