Spazio civico, "esito amministrative conferma ruolo realtà fuori dai partiti"
"Spazio civico", la rete territoriale fuori dai partiti, alla quale aderisce il gruppo di "Una Buona Idea" del sindaco Terenziano Di Stefano, rilancia una prospettiva unitaria, all'indomani dell'esito elettorale delle amministrative
Gela. Civici e partiti ufficiali insieme ma senza rinunciare alle rispettive identità. "Spazio civico", la rete territoriale fuori dai partiti, alla quale aderisce il gruppo di "Una Buona Idea" del sindaco Terenziano Di Stefano, rilancia una prospettiva unitaria, all'indomani dell'esito elettorale dei ballottaggi delle amministrative in Sicilia. "Le elezioni amministrative siciliane consegnano un messaggio politico chiaro: nei territori la differenza viene fatta sempre più spesso dalle esperienze civiche, dalla credibilità dei candidati e dalla capacità di costruire progetti legati ai bisogni reali delle comunità. I risultati del 24 e 25 maggio e dei successivi ballottaggi dimostrano che il consenso non può essere costruito esclusivamente attraverso accordi tra partiti, candidature decise dall’alto o sommatorie di sigle. I cittadini hanno premiato, in numerose realtà, coalizioni nelle quali i movimenti civici, gli amministratori locali, l’associazionismo e le energie territoriali hanno avuto un ruolo determinante. Il risultato di Messina è probabilmente il dato più evidente. Federico Basile è stato rieletto al primo turno con oltre il 58 per cento, alla guida di un progetto fortemente territoriale che ha superato nettamente tanto il centrodestra quanto il centrosinistra tradizionale. Anche a Marsala la vittoria di Andreana Patti è maturata grazie a una coalizione ampia, nella quale le liste civiche e i progetti nati nella città hanno contribuito in maniera decisiva al risultato finale. Il ballottaggio di Ispica rappresenta un altro segnale inequivocabile: Pierenzo Muraglie, sostenuto da liste civiche, ha superato una coalizione composta da movimenti e partiti organizzati. Allo stesso modo, i risultati di Agrigento e Bronte dimostrano che candidature riconoscibili, radicate e capaci di parlare direttamente alle comunità possono battere apparati politici considerati fino a ieri difficilmente superabili. Non si tratta di episodi isolati. È un fenomeno politico che attraversa tutta la Sicilia e che deve essere letto con attenzione. I movimenti civici non sono semplici contenitori elettorali da utilizzare durante le campagne amministrative, né forze da chiamare soltanto per completare le liste. Rappresentano comunità, competenze, esperienze amministrative e una domanda di partecipazione che i partiti tradizionali, troppo spesso, non riescono più a intercettare. Il voto siciliano costituisce quindi un monito che nessuno può permettersi di sottovalutare. I partiti devono comprendere che non è più sufficiente chiedere ai civici di aderire a coalizioni già costruite o di sostenere decisioni prese altrove. Occorre riconoscere loro pari dignità politica, coinvolgerli nella definizione dei programmi, nella selezione delle candidature e nella costruzione delle future classi dirigenti. Il civismo autentico non è antipolitica. Al contrario, è politica che nasce dal basso, dall’ascolto dei territori, dalla conoscenza dei problemi quotidiani e dalla volontà di amministrare con concretezza. Per Spazio Civico, questa tornata elettorale conferma la necessità di rafforzare e mettere in rete le migliori esperienze civiche siciliane, salvaguardandone l’autonomia, l’identità e il radicamento territoriale. Non chiediamo ai movimenti civici di sciogliersi nei partiti. Chiediamo ai partiti di aprirsi realmente alla società, di abbandonare l’autosufficienza e di confrontarsi alla pari con quelle realtà che ogni giorno operano nei Comuni e tra i cittadini. La Sicilia ha bisogno di una nuova stagione politica fondata sulla collaborazione tra forze politiche, movimenti civici, amministratori, associazioni e cittadini. Le amministrative del 2026 dimostrano che, quando i territori sono protagonisti, gli equilibri dati per scontati possono essere ribaltati. Da questo voto arriva un’indicazione precisa: senza i civici non si costruiscono né coalizioni competitive né un’alternativa credibile per il futuro della Sicilia", riporta una nota dei dirigenti civici.
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