Spari a Mignechi, cadde accusa tentato omicidio: parte appello, sarà visionato un video

La procura generale ha insistito per arrivare alla visione del video che dovrebbe fornire ulteriori elementi

25 aprile 2026 19:04
Spari a Mignechi, cadde accusa tentato omicidio: parte appello, sarà visionato un video -
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Gela. In primo grado, a suo carico, cadde l'accusa di tentato omicidio e il quarantenne Valerio Caiola venne condannato solo per minaccia, a due anni e otto mesi. La procura ha impugnato quella decisione, ritenendo che sussistano tutte le condizioni del tentato omicidio. In settimana, è stato aperto il giudizio di secondo grado, davanti alla Corte d'appello di Caltanissetta. La procura generale ha insistito per arrivare alla visione di un video che dovrebbe fornire ulteriori elementi. La richiesta è stata accolta e si tornerà in aula a settembre, anche per visionare le immagini. Il video venne fornito agli investigatori da tre agricoltori, legati a Caiola da rapporti di parentela. In direzione dei tre, a Mignechi, in un'area rurale, sarebbero stati esplosi diversi colpi di arma da fuoco. Secondo le accuse, sarebbe stato Caiola a fare fuoco contro la vettura dei rivali. Per la difesa del quarantenne, con i legali Marco Granvillano e Filippo Spina, non ci sono elementi per ritenere che i tre fossero nell'auto al momento degli spari. Lo stesso Caiola, in primo grado, escluse che nell'automobile ci fossero i tre (padre e due figli), con i quali comunque c'erano state diverse tensioni circa i confini dei terreni e le proprietà agricole. L'imputato ha sempre riferito di essere stato vittima dei rivali, fino a sporgere più denunce. I tre – Crocifisso Cannizzaro e i due figli – sono invece parti civili nel procedimento, assistiti dall'avvocato Davide Limoncello, che ha prodotto alcuni atti, compresi quelli di altri giudizi che riguardano l'imputato. Sul video, gli investigatori, dopo averlo avuto dai Cannizzaro, avviarono ulteriori approfondimenti dato che nell'audio si fa richiamo a un'arma che sarebbe stata nella disponibilità dei tre. Per la difesa di Caiola, le immagini non mutano il quadro: non darebbero certezze ulteriori. Nel corso del giudizio di appello, saranno sentiti due poliziotti che si occuparono di visionare le immagini. In primo grado, venendo meno la contestazione di tentato omicidio, il collegio penale dispose la trasmissione degli atti alla procura per l'ipotesi di falsa testimonianza a carico delle parti civili.

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