Spari a Borgo Manfria, Cavallo conferma di aver agito: ora le richieste della procura generale
A maggio, nel corso della prossima udienza, sono previste le conclusioni della procura generale e delle parti civili
Gela. Ha confermato di aver agito lui, a Borgo Manfria, quando Carmelo Palmieri rimase ferito, a colpi di arma da fuoco. Il collaboratore di giustizia Giuseppe Cavallo è stato nuovamente sentito davanti ai giudici della Corte d'appello di Caltanissetta. Aveva già fornito una versione dei fatti del tutto differente rispetto a quella ricostruita dagli investigatori e che in primo grado portò alla condanna di Giuseppe Pisano e del padre Orazio Pisano, accusati di tentato omicidio. Vennero condannati, rispettivamente, a undici anni di detenzione e a undici anni e otto mesi. Per l'accusa, fu Giuseppe Pisano a fare fuoco, con un fucile, su mandato del padre Orazio Pisano. Cavallo, invece, in appello, sta fornendo una ricostruzione differente, autoaccusandosi. A maggio, nel corso della prossima udienza, sono previste le conclusioni della procura generale e delle parti civili, ovvero lo stesso Palmieri, rappresentato dall'avvocato Vittorio Giardino, ed Emanuele Pisano, fratello di Orazio Pisano, che subì l'incendio del proprio caseificio, secondo gli inquirenti danneggiato su richiesta dello stesso Orazio Pisano. Contemporaneamente, Emanuele Pisano, difeso dal legale Giovanni Lo Monaco, è imputato e in primo grado fu condannato a quattro anni e due mesi di reclusione. Secondo gli investigatori, era ben consapevole delle presunte messe a posto dettate da Orazio Pisano e Giuseppe Pisano nelle aree di Borgo Manfria e Mangiova. Bisognava pagare, secondo le contestazioni, anche per la raccolta della paglia. Il tentato omicidio si inserirebbe in questa scia. Le dichiarazioni di Cavallo mutano il quadro, escludendo il coinvolgimento di Giuseppe Pisano. Il contenuto dell'interrogatorio di Cavallo è stato acquisito. Pisano, padre e figlio, sono rappresentati dai difensori Giacomo Ventura, Vincenzo Vitello e Walter Rapisarda.
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