Sfratti Iacp, una delegazione di residenti ricevuta dal sindaco
Sfratti dagli alloggi Iacp: famiglie giovani con figli rischiano di finire per strada. Una delegazione è stata ricevuta oggi dal sindaco per chiedere soluzioni.
Gela. Sono famiglie giovani, con figli e con una preoccupazione sempre più concreta: quella di ritrovarsi senza una casa. È il dramma che stanno vivendo alcuni residenti degli alloggi Iacp di via Ambrica, destinatari di provvedimenti di sfratto e oggi scesi in campo per chiedere risposte e soprattutto una soluzione che eviti l’emergenza abitativa.
Una delegazione di residenti è stata ricevuta questa mattina dal sindaco, al quale le famiglie hanno rappresentato le proprie difficoltà e il timore di essere costrette a lasciare gli alloggi senza avere un’alternativa. Al centro della protesta c’è il destino di nuclei familiari che, in alcuni casi, comprendono bambini e persone che non avrebbero la possibilità economica di sostenere i costi di un affitto sul libero mercato. Per loro, l’eventuale esecuzione degli sfratti rischia di trasformarsi in un vero e proprio dramma sociale. Le famiglie chiedono che venga valutata la loro situazione caso per caso e che, prima di arrivare allo sgombero, vengano individuate soluzioni abitative compatibili con le loro condizioni economiche e familiari.
«Dove andiamo con i nostri figli?» è la domanda che accomuna i residenti, preoccupati per un futuro che appare incerto.
Durante l’incontro, il sindaco ha ascoltato le istanze dei residenti e ha affrontato con la delegazione la situazione degli alloggi di via Ambrica, manifestando l’intenzione di verificare la vicenda e di individuare, per quanto possibile, percorsi che possano evitare che famiglie con minori si ritrovino improvvisamente senza un tetto.
La questione degli sfratti dagli alloggi popolari riporta così al centro dell’attenzione il problema dell’emergenza abitativa a Gela. Adesso i residenti attendono risposte concrete. Perché dietro ogni provvedimento di sfratto non ci sono soltanto numeri o pratiche amministrative, ma famiglie, bambini e persone che chiedono di non essere lasciate senza una casa.
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