Separazione carriere, comitato Si organizza iniziative

Il referendum del 22 e 23 marzo

27 febbraio 2026 20:06
Separazione carriere, comitato Si organizza iniziative  -
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Gela. Si intensifica l’impegno del Comitato nel promuovere le ragioni del Si nel prossimo Referendum del 22 e 23 marzo 2026. Lo riferisce il presidente, l'avvocato Giuseppe D'Aleo. All’esito della riunione svoltasi nella serata di ieri, giovedì 26 febbraio, è stato deciso di incrementare l’attività di sensibilizzazione sull’importanza del voto referendario, attraverso l’allestimento di postazioni fisse sulle piazze cittadine, con l’obiettivo di informare gli elettori sui veri contenuti della Riforma. L’iniziativa che vede coinvolti anche le stesse associazioni forensi locali e i gruppi spontanei di aderenti alla riforma, nasce dopo un’attenta riflessione sull’ormai ossessiva campagna denigratoria di chi intende opporsi ad essa, ventilando lo spettro di una svolta autoritaria destinata a sovvertire la stessa Costituzione.Particolarmente critico, sull’argomento, il Presidente, Avv. Giuseppe d’Aleo: <<…Assistiamo, increduli, ad una ormai incessante campagna di disinformazione da parte dei sostenitori del No, le cui motivazioni veramente sfuggono a ogni comprensibile ragione. La Riforma non ha nulla a che vedere con i paventati pericoli di una deriva antidemocratica del nostro Paese e la stessa Legge di Riforma costituzionale reca con sè i veri contenuti di una proposta di modifica che pretende soltanto di garantire l’autonomia e l’indipendenza della Magistratura contro qualunque possibilità di un suo condizionamento del Governo o della stessa Politica, recuperandole autorevolezza e credibilità ed avendo anche il merito di affrontare e finalmente risolvere, dopo quasi trentasette anni dall’introduzione del nuovo codice di procedura penale e le lunghe battaglie sostenute anche dalla stessa sinistra, l’incoerente vigenza del  principio dell’unificazione della carriere dei magistrati, di epoca fascista, all’interno di un sistema costituzionale imperniato sul principio del Giusto processo, espressione più alta di una idea di Stato moderno che pretende di separare chi accusa da chi è chiamato a giudicare, in armonia con lo spirito della stessa Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle  moderne democrazie del mondo…>>. Da qui l’invito rivolto a tutti gli elettori a volerprendere nota del testo della legge di revisione costituzionale su cui sono chiamati ad esprimersi, concentrandosi sul merito della Riforma ed evitando di cadere nel vero pericolo per la democrazia che è l’inganno di chi intende solo speculare sulla loro buona fede. <<…Basta semplicemente leggere il testo delle modifiche che la riforma intende apportare al testo dell’art. 104 della Costituzione per rendersi conto che in gioco, per il Partito del No, non è la difesa dell’indipendenza e dell’autonomia dei Magistrati, perché non ci può essere significato diverso da attribuire alla modifica che quell’unico possibile che ognuno può trarre dalle sole espressioni letterali volute utilizzare dal legislatore della nuova riforma, secondo cui la magistratura resta autonoma e indipendente da ogni altro potere. Anzi, proprio a garanzia dell’operato dei Magistrati, Giudici e P.M., nessun altro potere avrà mai possibilità di governarne carriere, nomine, trasferimenti e disciplina, essendo state le relative competenze affidate ad apposito organi di autogoverno che nessun altro potere dello Stato potrà mai avere possibilità di condizionare, appunto perché ognuno direttamente garantito nelle sue esclusive funzioni dalla stessa Costituzione …>>. Il Comitato ritiene la riforma necessaria perché parte dal semplice principio che nel processo penale di tipo “accusatorio” voluto dalla stessa sinistra, il pm è solo una parte che accusa, in condizione di assoluta parità con la difesa e che quindi, per logica conseguenza, il giudice deve essere un arbitro terzo, equidistante, libero e indipendente tra chi accusa un libero cittadino e chi è chiamato a difendere le ragioni del cittadino imputato. I Giudici e pm fanno parte della stessa carriera, condividono gli stessi meccanismi di valutazione e promozione e sono governati dallo stesso Consiglio Superiore della Magistratura, finendo quindi per essere loro stessi arbitri indistinti delle questioni di natura disciplinare che hanno recato danno alla libertà del cittadino, può nascere il sospetto – anche solo psicologico – che non siano davvero indipendenti l’uno dall’altro.Separare le carriere serve quindi arendere più chiara, anche “strutturalmente”, la differenza di ruolo tra chi accusa e chi giudica, rafforzando la percezione, da parte del cittadino, di essere giudicato da un giudice che non ha alcun legame di carriera od altro con l’ufficio del pm. L’idea di fondo della riforma è quindi quella di rafforzare la fiducia dei cittadini nella Giustizia;rendere più chiaro e trasparente il funzionamento della magistratura;garantire che chi giudica sia davvero terzo rispetto a chi accusa. Con voto referendario del 22 e 23 marzo, siamo tutti chiamati a giudicare se sia o meno conveniente, per una finalità di garanzia per tutti i cittadini, disporre di un modello di Giustizia nato durante il periodo fascista e che vede giudici e pubblici ministeri ancora inseriti nello stesso corpo professionale; o, in linea con l’Europa e l’Occidente più evoluto, un sistema giudiziario che, invece, possa distinguere le diverse funzioni dell’Accusa e del Giudizio, garantendo la terzietà del Giudice separando l’organo della pubblica accusa dall’organo giudicante.Quella del 22 e 23 marzo è una battaglia di civiltà, un’occasione preziosa per rendere più credibile la Magistratura italiana e disegnarne il volto nuovo nato dalla soppressione della dittatura fascista, dalla Costituzione e dalla stessa legga Vassalli, perché non possa più mettersi in dubbio che la giustizia sia amministrata in nome del popolo e che sia affidata ai Giusti e ai Meritevoli magistrati. La riforma sottoposta al voto del Referendum non è un attacco alla magistratura o alla Costituzione, ma il completamento del processo di revisione della Giustizia nato a Sinistra con il Codice Vassalli e completato dalla Destra con la legge sottoposta a referendum. La separazione delle carriere è una tappa necessaria di tale processo, un tentativo di modernizzazione del sistema giudiziario imposto anche dalla stessa Costituzione negli artt. 111 e VII disposizione di attuazione, finalizzato a completare il passaggio dal processo di tipo inquisitorio del vecchio Codice Rocco a quello di tipo accusatorio, separando nettamente chi accusa da chi giudica, rafforzando l’indipendenza di giudici e pubblici ministeri dal potere politico.E’ solo una questione di tutela e di garanzia dei diritti dei cittadini che possono confidare in un giudice più visibilmente imparziale e in un sistema meno condizionato da equilibri interni, opachi e non trasparenti.Per un leale confronto democratico, lontano da qualunque idea di partito e solo per una migliore informazione sui quesiti referendari, il Comitato renderà disponibile in unione alle associazioni forensi locali, presso le apposite postazioni fisse che verranno allestite sulle piazze cittadine, nelle giornate del Sabato e della Domenica e per tutta la durata della campagna referendaria, materiale divulgativo sui reali contenuti della riforma, perché il diritto ad una corretta informazione degli elettori non venga tradito, confidando in una espressione di voto che sia frutto di vera conoscenza, intima consapevolezza e meditata riflessione.

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