Scc Eni, sindacati: "Azienda non rispetta accordi e temiamo trasferimento sede, inizieremo proteste"

Si va verso azioni di protesta

13 aprile 2026 17:19
Scc Eni, sindacati: "Azienda non rispetta accordi e temiamo trasferimento sede, inizieremo proteste" -
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Gela. Dopo dodici anni, lo sviluppo del Safety competence center non è in linea con gli accordi definiti da Eni e dai sindacati. Proprio le organizzazioni sindacali temono, addirittura, che la sede di riferimento della struttura finalizzata alla formazione sulla sicurezza possa essere ricollocata in altri siti della multinazionale, lasciando quello locale o comunque ponendolo ai margini. L'incontro avuto dalle organizzazioni sindacali con il management non ha sortito effetti. Le segreterie provinciali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec, si preparano ad azioni di protesta. “Nell’ultimo anno l’azienda ha posto in essere delle significative modifiche organizzativo-strutturali che hanno mutato in maniera sostanziale l’assetto di Scc, senza alcun coinvolgimento delle rappresentanze sindacali del sito di Gela. Riteniamo opportuno ricordare che la nascita del Safety competence center è avvenuta nella fase di riconversione del sito locale, a compensazione della chiusura della raffinazione tradizionale, e che pertanto, la realtà professionale affermatasi in questi anni, anche se con molte difficoltà, è patrimonio industriale del territorio. Gli inserimenti in struttura di risorse provenienti da altri siti, senza consultazione della Rsu, hanno determinato un clima di preoccupazione tra i lavoratori, non valorizzando peraltro, le crescite professionali interne in azienda. In merito allo sviluppo del Safety training center, a distanza di oltre 10 anni, la reale operatività risulta non essere assolutamente in linea con quanto previsto dall’accordo del 2014. Inoltre, aleggia la preoccupazione circa il possibile decentramento della base operativa di Scc da Gela ad altre sedi, anche in considerazione di una mobilità aziendale intimidatoria nei confronti dei lavoratori trasfertisti”, spiegano i segretari Rosario Catalano, Carmelo Tandurella e Maurizio Castania. Per il sindacato, l'azienda va in direzione opposta agli accordi. “Gli accordi sindacali resi operativi all’inizio del 2023 denotano persistenti difficoltà di applicazione, come nel caso dell'accordo di fermata, del Crea e di quello ambiente, e considerato che il verbale di accordo prevedeva una verifica entro sei mesi dalla firma, le Rsu chiedono che si proceda formalmente a una revisione che renda oggettiva e uniforme l’applicazione delle intese sottoscritte. Il quadro generale che emerge, delinea una condotta aziendale in contrasto con gli accordi di relazioni industriali sottoscritte negli anni passati, che sottende la volontà da parte dell’azienda di procedere unilateralmente, eludendo il confronto sindacale. Per quanto emerso durante la riunione, le organizzazioni sindacali auspicano un’immediata ripresa del confronto tra le parti su tutti i temi emersi in assemblea generale dei lavoratori e comunicati all’azienda. Pertanto, in assenza di risposte da parte aziendale, le segreterie territoriali, di concerto con la Rsu e i lavoratori, si vedranno costrette a porre in essere le azioni opportune nel rispetto delle normative contrattuali e di legge vigenti in materia”, concludono dalle segreterie.

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