"Sanità locale è una priorità", Siragusa: "Pizzardi fa il difensore d'ufficio di Asp"

L'attuale manager di Ghelas multiservizi, Guido Siragusa, ha scelto di lasciare da parte, brevemente, il suo ruolo, per ribadire che le dichiarazioni di Pizzardi vanno respinte

07 agosto 2026 21:12
"Sanità locale è una priorità", Siragusa: "Pizzardi fa il difensore d'ufficio di Asp" - Il manager Ghelas Guido Siragusa
Il manager Ghelas Guido Siragusa
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Gela. Non solo nella maggioranza del sindaco Terenziano Di Stefano, impegnata con il primo cittadino nella protesta per una sanità potenziata, ma anche fuori dal contesto strettamente politico c'è una netta presa di posizione. Soprattutto le parole dell'ex assessore Antonio Pizzardi (che abbiamo riportato in giornata) non sono piaciute né a chi sostiene l'iniziativa di protesta né a chi la segue dall'esterno, ricoprendo un ruolo tecnico. L'attuale manager di Ghelas multiservizi, Guido Siragusa, ha scelto di lasciare da parte, brevemente, il suo ruolo, per ribadire che le dichiarazioni di Pizzardi vanno respinte. “Vorrei prendermi una piccola licenza rispetto all’impegno che avevo assunto con me stesso: quello di non occuparmi di politica per tutta la durata del mio mandato alla Ghelas multiservizi. Ritengo, però, che quanto sta accadendo meriti una riflessione pubblica. Per questo, sento il dovere di intervenire, non per alimentare polemiche e neppure per entrare nel merito del dibattito politico, ma perché credo che, quando è in gioco un diritto fondamentale come quello alla salute, il silenzio non sia sempre la scelta migliore. Parlo da cittadino e da persona che per dieci anni ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale, che è stato segretario di un importante partito politico e che, ancora oggi, pur non svolgendo alcuna attività politica, continua a sentirsi parte di quella comunità. Per questo ritengo doveroso esprimere il mio pensiero. Non condivido – dice - le dichiarazioni dell’ex assessore Pizzardi, che ha definito la protesta del sindaco una sceneggiata. A mio avviso, quando un amministratore protesta per rivendicare un diritto, costituzionalmente garantito, della propria comunità, non si può liquidare tutto come una rappresentazione teatrale. Sono convinto che il sindaco non abbia scelto questa forma di protesta per ottenere visibilità, ma perché si è trovato davanti a un muro di silenzio. Quando le istituzioni competenti non danno risposte e i diritti dei cittadini continuano a essere disattesi, un sindaco ha il dovere morale e istituzionale di far sentire la voce della propria città, anche attraverso forme di protesta forti, purché democratiche e rispettose delle istituzioni. Non voglio entrare nel merito del confronto tra il Comune e l’Asp. Preferisco parlare del problema vero: la sanità gelese. È sotto gli occhi di tutti che la sanità locale, sia ospedaliera che territoriale, versa da anni in condizioni estremamente difficili. E' ancora più grave se si considera la storia della nostra città. Gela è una comunità che ha pagato un prezzo altissimo quale conseguenza dello sviluppo industriale avendo, per decenni, subito un processo di industrializzazione intenso, spesso privo delle necessarie tutele ambientali, le cui conseguenze continuano ancora oggi a riflettersi sulla salute della popolazione. È una realtà che nessuno può ignorare. Per questo motivo la tutela del diritto alla salute dei cittadini gelesi dovrebbe rappresentare una priorità assoluta, al di sopra di ogni appartenenza politica”. Ulteriormente prende le distanze da Pizzardi. “Definire commedia o sceneggiata una protesta nata per richiamare l’attenzione su un tema tanto delicato è fuorviante, pretestuoso e assolutamente non condivisibile. Rischia, infatti, di spostare il dibattito dalla sostanza dei problemi alla polemica politica. Non so se la protesta del sindaco produrrà i risultati sperati. Me lo auguro sinceramente. So però, per certo che davanti a un sistema sanitario che da troppo tempo non riesce a garantire ai gelesi servizi adeguati, il silenzio sarebbe stato molto più grave di qualsiasi forma di protesta. E' proprio per questo che, pur avendo scelto di restare lontano dal dibattito politico durante il mio attuale mandato, questa volta ho ritenuto giusto fare un’eccezione. Non per difendere una parte politica dall’altra, ma per affermare un principio che dovrebbe appartenere a tutti: il diritto dei cittadini di Gela ad avere una sanità all’altezza della loro dignità. Resto convinto che l’intervento dell’ex assessore Pizzardi rappresenti, più che un contributo al dibattito sulla sanità, un tentativo, a mio avviso non riuscito e ripeto fuorviante, di delegittimare l’azione di protesta intrapresa dal Sindaco. Una protesta che, piaccia o non piaccia, nasce dalla necessità di richiamare l’attenzione su una situazione che da troppo tempo penalizza i cittadini gelesi. Le vere domande da porsi, lungi da essere quella sé il sindaco abbia scelto la forma giusta per protestare ritengo siano altre. I cittadini gelesi hanno diritto ad avere una sanità efficiente? Hanno diritto a un pronto soccorso in grado di garantire assistenza tempestiva e con un numero adeguato di medici? Hanno diritto ad avere reparti fondamentali, come neurologia e chirurgia, pienamente funzionanti e adeguati ai bisogni del territorio? Hanno diritto a non trascorrere ore, o addirittura giorni, in astanteria per la mancanza di posti letto? Hanno diritto ad avere cure tempestive, sicure e dignitose Hanno diritto, infine, ad avere un nuovo ospedale, moderno, efficiente e adeguato alle esigenze di Gela e dell’intero comprensorio, capace di servire anche realtà come Niscemi, Mazzarino, Riesi e gli altri comuni del territorio? Io credo che la risposta a tutte queste domande possa essere soltanto una: sì. E' su queste domande che, a mio avviso, avrebbe dovuto soffermarsi l’ex assessore Pizzardi. Più che interrogarsi sulle modalità della protesta, avrebbe dovuto interrogarsi sulle condizioni in cui versa oggi la sanità gelese e, soprattutto, sulle soluzioni da proporre ai cittadini. Per questo mi permetto di rivolgergli un invito: la prossima volta che vorrà intervenire su un tema così delicato, analizzi con attenzione il contesto in cui oggi vivono i cittadini gelesi e la qualità dei servizi sanitari che vengono loro garantiti. Sono convinto che, partendo da questa realtà, il dibattito sarebbe certamente più utile e costruttivo. L’Asp non ha bisogno di difese d’ufficio, tanto meno se ispirate da valutazioni di opportunità politica. Ha bisogno, piuttosto, di confrontarsi con i problemi reali, di ascoltare le legittime richieste di un territorio e di dare risposte concrete a una comunità che da troppo tempo attende una sanità all’altezza della propria dignità. Ma, soprattutto – conclude Siragusa - ha il dovere di rispettare le istanze che provengono da chi, per mandato dei cittadini, rappresenta l’intera città e si fa portavoce dei bisogni e dei diritti dell’intera comunità gelese. Chiedo scusa a chi dovesse non condividere queste mie parole o ritenere inopportuno questo intervento. Ma su temi come la salute ritengo che il silenzio non sia un’opzione”.

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