"Sanità e porto, solo silenzi dalla Regione", Licata: "Nessuna risposta concreta"

Civici sempre più lontani dal governo regionale e dalle non scelte del governo Schifani, almeno per quanto concerne la città

05 giugno 2026 23:19
"Sanità e porto, solo silenzi dalla Regione", Licata: "Nessuna risposta concreta" - Il segretario "Una Buona Idea" Rino Licata
Il segretario "Una Buona Idea" Rino Licata
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Gela. Il gruppo politico del sindaco Terenziano Di Stefano è sempre più lontano dalle non scelte del governo regionale su temi locali che sono una costante, ormai da anni. L'emergenza sanità, con un ospedale ridotto ai minimi termini, a partire dal personale in servizio, e il porto rifugio insabbiato, sono fardelli che per i civici di Di Stefano non si possono accettare in silenzio. In aula consiliare, più volte, gli esponenti di “Una Buona Idea” non hanno trascurato le manchevolezze del governo Schifani rispetto alla città. Sulla vertenza sanità è stata molto dura, questa mattina, il presidente della commissione consiliare Floriana Cascio, a sua volta esponente civica. “Il governo regionale, presieduto da Renato Schifani, continua a ignorare le richieste della città. Il pronto soccorso dell'ospedale "Vittorio Emanuele" è ridotto a due medici su quattordici previsti, per un bacino di 150mila utenti. Una vergogna. La terapia intensiva neonatale è stata attrezzata con milioni di euro di macchinari ma non viene aperta per mancanza di personale. In città, nel 2024 – dice il segretario di “Una Buona Idea” Rino Licata - ci sono state 555 nascite, più che a Caltanissetta, dove l'Utin è attiva, eppure i neonati in difficoltà devono essere trasferiti d'urgenza fuori città. Manca l'emodinamica e ogni anno 200 pazienti devono essere trasferiti a Caltanissetta, rischiando la vita su strade dissestate. Reparti come chirurgia, urologia e malattie infettive sono ridotti all'osso, mentre la Regione cambia tre assessori alla salute in pochi anni senza risolvere nulla. Il sindaco Di Stefano e l'assessore Franzone hanno più volte sollecitato la Regione. La risposta è stata il silenzio”. Anche rispetto al porto, secondo Licata lo scenario non varia. “Il porto rifugio di è chiuso da quindici anni. Insabbiato. Morto. Ci sono 40 milioni stanziati nel programma triennale delle opere pubbliche. Il progetto è stato trasmesso al ministero dell'ambiente per la Via. Cinque milioni di euro dalle compensazioni Eni, soldi della città, sono bloccati in un iter infinito di campionamenti e analisi che scadono e si ripetono. L'Autorità portuale della Sicilia occidentale, guidata dal presidente Annalisa Tardino, espressione della stessa maggioranza regionale – continua Licata - non ha mai dato risposte concrete. Il sindaco ha minacciato di chiedere la restituzione dei fondi alla Regione perché non si può più assistere a questo stillicidio. Il governo regionale? Silenzio. Niente. Zero”.

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