Sanità, anche i Giovani Democratici al sit-in in ospedale: "Gela non può perdere il diritto alla salute"
I Giovani Democratici si uniscono al sit-in del sindaco davanti all'ospedale: "Serve un piano straordinario, basta depotenziamenti".
Gela. Anche i Giovani Democratici hanno preso parte questa mattina al sit-in di protesta organizzato dal sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, davanti all'ospedale Vittorio Emanuele, dove il primo cittadino ha simbolicamente trasferito gli uffici comunali all'interno di un gazebo per denunciare la crisi della sanità gelese e chiedere risposte immediate ad Asp e Regione Siciliana.
I giovani Dem hanno puntato l'attenzione non solo sulle difficoltà quotidiane vissute dai cittadini, ma anche sulle conseguenze che il progressivo depotenziamento dell'ospedale produce sulle nuove generazioni di medici.
«Siamo qui per denunciare non solo una chiara violazione del diritto alla salute, costituzionalmente garantito, ma anche per dare voce a tutti quei giovani medici che, per lavorare, sono costretti a scegliere altri ospedali», spiegano i Giovani Democratici. «A Gela mancano macchinari, servizi e reparti in grado di rendere attrattiva la struttura. Non è soltanto un problema di reclutamento, ma il risultato di anni di scarsa attenzione verso un presidio che serve oltre centomila abitanti».
L'affondo riguarda anche il progressivo ridimensionamento di numerosi reparti. «L'emergenza non si limita al pronto soccorso», evidenziano. «Pensiamo alle difficoltà dell'area pediatrica, della rianimazione e della terapia intensiva. Ogni servizio che rallenta o viene depotenziato costringe decine di famiglie a intraprendere quelli che ormai sono diventati veri e propri viaggi della speranza verso altre province».
Pur mantenendo toni fermi, i Giovani Democratici precisano di non voler alimentare uno scontro politico. «Non siamo qui per fare polemiche sterili o per attribuire responsabilità a chi ogni giorno lavora con professionalità dentro l'ospedale o nell'amministrazione comunale. Il nostro appello è rivolto all'assessorato regionale alla Salute e al presidente della Regione, che devono assumersi la responsabilità di invertire questa rotta».
Tra le richieste avanzate figurano un piano straordinario per il Vittorio Emanuele, lo sblocco delle risorse necessarie per il reclutamento stabile di medici e infermieri, la piena riattivazione dei reparti ridimensionati e il potenziamento del pronto soccorso e della terapia intensiva.
«La salute non è una questione di colore politico e non può essere trattata come una semplice voce di bilancio sulla quale continuare a tagliare», concludono. «I cittadini gelesi devono avere la certezza di poter essere curati nel proprio territorio, con tempi dignitosi e servizi adeguati. Chiediamo che si apra subito un tavolo di confronto concreto, perché il tempo degli annunci è finito e Gela non può più aspettare».
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