Rottamazione quinquies, atto verso il consiglio comunale: Cirignotta, "si faccia in fretta"

Viene ritenuto strategico nel tentativo di recuperare una soglia di evasione dei tributi locali che supera quota cinquanta milioni di euro, come ha confermato il primo cittadino

22 luglio 2026 10:51
Rottamazione quinquies, atto verso il consiglio comunale: Cirignotta, "si faccia in fretta" -
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Gela. La rottamazione quinquies si appresta, dopo il lavoro condotto dagli uffici comunali e dalla commissione consiliare bilancio, ad approdare in aula consiliare. Entro fine luglio, serve il sì del civico consesso affinché l'ente possa aderire, aprendo una fase che permetterà ai contribuenti, che non hanno provveduto al pagamento dei tributi comunali, di sanare le proprie posizioni, senza interessi e mora. Le fasi di elaborazione della proposta non sono state semplici. Un primo parere non favorevole dei revisori dei conti ha rallentato le procedure ma gli uffici tecnici stanno sviluppando gli ultimi aggiustamenti alla proposta che era già stata firmata dal sindaco Terenziano Di Stefano, che ha anche la delega al bilancio. Pure davanti a un eventuale nuovo parere non favorevole dei revisori, l'atto andrà comunque in consiglio comunale. Viene ritenuto strategico nel tentativo di recuperare una soglia di evasione dei tributi locali che supera quota cinquanta milioni di euro, come ha confermato il primo cittadino. “Bisogna fare in fretta e portare l'atto in consiglio comunale – dice il segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Cirignotta – tanti cittadini ma anche imprese attendono la rottamazione quinquies che ricalca le caratteristiche di quella nazionale per i ruoli fino al 2023. Spero che l'amministrazione comunale porti a termine l'attività svolta”. Dalla rottamazione, sulla base degli accertamenti condotti in municipio, vengono escluse le pendenze che Enimed vanta verso Palazzo di Città per i procedimenti giudiziari attivati circa i tributi per le piattaforme a mare. Sono infatti collocati in ruoli per il 2024 e di conseguenza l'ente comunale non rischia di perdere risorse importanti. Sembra che tutto volga verso il sì a un provvedimento che diventa necessario davanti al dissesto e alla necessità di risanare almeno in parte i crediti vantati dall'ente e che andranno a rimpinguare le somme destinate all'organismo straordinario di liquidazione, per le pendenze del passato.

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