Ritrovò reperti archeologici in mare, dopo dodici anni mai ricevuto nulla: "Schiaffo a chi rispetta le regole"

Il ritrovamento fu segnalato alla capitaneria di porto e tutto venne consegnato, come da prassi. Da quel momento in poi, però, non ha più avuto nessuna notizia, anzitutto dalla soprintendenza ai beni culturali

08 aprile 2026 12:00
Ritrovò reperti archeologici in mare, dopo dodici anni mai ricevuto nulla: "Schiaffo a chi rispetta le regole" - Andrea Biundo
Andrea Biundo
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Gela. La scoperta la fece quasi casualmente, durante una battuta di pesca amatoriale. Dodici anni fa, Andrea Biundo, appassionato di mare, ritrovò, proprio lungo un tratto della costa locale, nei pressi della foce del fiume Dirillo, una statuetta raffigurante una divinità fittile e una piccola anfora. Il ritrovamento fu segnalato alla capitaneria di porto e tutto venne consegnato, come da prassi. Da quel momento in poi, però, non ha più avuto nessuna notizia, anzitutto dalla soprintendenza ai beni culturali. Le norme in materia prevedono che davanti a ritrovamenti di rilievo archeologico spetti una percentuale del valore proprio a chi li effettua. “Io non ho ricevuto nulla e quello che più sorprende – dice Biundo – è che non ci sia stata nessuna risposta neanche alle richieste che sono state inoltrate tramite legali. Niente di niente”. Quei ritrovamenti sono entrati a far parte del patrimonio museale locale e Biundo li ha rivisti in immagini televisive e in esposizioni. “Sono passati dodici anni e quello che è successo, indipendentemente dalla questione economica – aggiunge – è un vero e proprio schiaffo alla città e ai cittadini per bene. A questo punto, verrebbe quasi da ripensare a ciò che si fa. Magari, se dovesse capitare un'altra volta, verrebbe da lasciare tutto in mare. E' così che si deve contribuire allo sviluppo del nostro patrimonio culturale e archeologico, senza neanche una risposta dopo dodici anni? Non sappiamo se sia mai stata fatta la perizia per definire il valore di quei ritrovamenti. Poi, non bisogna sorprendersi se il mercato irregolare spesso continua a prosperare, quando si tratta di reperti”. Biundo, in questi anni, è stato rappresentato da legali, gli avvocati Angelo Urrico e Rosalba Averna, che si sono occupati della vicenda. Fino a oggi, non ci sono mai state risposte ufficiali dalla soprintendeza o dagli altri uffici competenti.

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