"Ritiriamo i 4 milioni delle compensazioni per il porto", comitato: "C'è volontà di andare avanti?"

Sempre più ampio il fronte per ritirare i quattro milioni di euro delle compensazioni, destinati ai lavori del porto

08 giugno 2026 12:59
"Ritiriamo i 4 milioni delle compensazioni per il porto", comitato: "C'è volontà di andare avanti?" - Il presidente del comitato pro-porto Massimo Livoti
Il presidente del comitato pro-porto Massimo Livoti
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Gela. I lavori consiliari nel monotematico sul porto rifugio sono ripresi. Il presidente del comitato pro-porto Massimo Livoti ha insistito sull'assenza di tutte le autorità che hanno competenza a decidere. "Noi vorremo capire se c'è ancora intenzione di intervenire nel nostro porto - ha detto - a questo punto, noi siamo per revocare l'accordo e riavere i quattro milioni di euro delle compensazioni che sono della città. Inoltre, sappiamo che c'è un progetto di privatizzazione ma non può essere per tutto il porto". Il senatore Pietro Lorefice ha parlato di "scelte politiche" che si sono limitate a "buttare a mare importanti risorse". "È scandalosa la nota che il presidente Tardino ha inviato al sindaco Di Stefano. Non avevo mai letto cose simili", ha aggiunto. "Un escavo veloce e interventi immediati per i diportisti sono possibili. È anche una questione di sicurezza per i mezzi di soccorso", ha detto inoltre. "Ritirare i fondi delle compensazioni in una procedura che si è insabbiata", è intervenuto il consigliere M5s Massimiliano Giorrannello. "La città vuole il porto ed è disposta a dare i fondi - ha detto inoltre - ma non sia solo una questione politica". Il comandante della capitaneria di porto Daniele Curci non ha nascosto le difficoltà attuali con un porto rifugio nel quale non si può accedere con imbarcazioni di pescaggio superiore a un metro e cinquanta. Un'unità Sar è ormeggiata a Licata e attualmente altri mezzi di soccorso e di antinquinamento attraccano al porto isola Eni. "Le condizioni di sicurezza ci sono ma chiaramente avere un porto rifugio completamente fruibile garantirebbe condizioni migliori", ha riferito Curci. Il comandante non ha escluso che una privatizzazione sia possibile, su un piano normativi, ma purché si garantiscano i servizi di sicurezza e per la collettività. Per il vicepresidente Ars Nuccio Di Paola, i fondi delle compensazioni, inizialmente quasi sei milioni di euro (oggi sono quattro milioni), destinati ai lavori del porto "possono essere usati per altri interventi per la città". "Ci pensi l'Autorità a individuare gli stanziamenti per i lavori come ha fatto per altri porti siciliani. Però, deve dare un cronoprogramma preciso", ha aggiunto Di Paola. "Nella prossima variazione di bilancio, all'Ars, possiamo richiedere di disimpegnare i quattro milioni di euro che sono della città". Per il dem Gaetano Orlando, "il prefetto deve intervenire a coordinare i rapporti istituzionali tra amministrazione comunale, Regione e Autorità".

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