Rilancio turistico, un dossier per programmare: candidatura a "capitale italiana del mare"
L'amministrazione vuole programmare, anche per il 2026, e la prova della “capitale italiana del mare” è un primo approccio, sicuramente molto difficile da traguardare, data la più che probabile concorrenza di importanti centri turistici
Gela. Un piano complessivo per puntare a uno sviluppo ulteriore del progetto di città turistica e della cultura, già avviato lo scorso anno. L'amministrazione comunale, certamente priva di fondi consistenti per ambire a una strutturazione da subito della prossima estate e di una rete capillare di eventi e manifestazioni, proverà anzitutto la sfida della “capitale italiana del mare”. L'iniziativa ministeriale è aperta a tutte le città che siano ubicate lungo la costa. Il centro che verrà scelto come capitale italiana del mare potrà ottenere stanziamenti per un milione di euro, da destinare alla valorizzazione del proprio territorio. L'amministrazione comunale ha autorizzato la partecipazione all'avviso pubblico, rilasciato dal dipartimento per le politiche del mare della presidenza del consiglio dei ministri. La relativa delibera è stata approvata la scorsa settimana. Sono soprattutto il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Romina Morselli che stanno analizzando ogni via istituzionale praticabile per arrivare a sostegni economici necessari al supporto di un piano generale di rilancio turistico e culturale. Insieme a loro, un gruppo di lavoro composto dalla parte politica e da quella tecnica. Lo scorso anno, il fondo da trecentomila euro, attivato con emendamento alla legge finanziaria regionale firmato dal parlamentare pentastellato Nuccio Di Paola, diede un supporto decisivo. L'amministrazione vuole programmare, anche per il 2026, e la prova della “capitale italiana del mare” è un primo approccio, sicuramente molto difficile da traguardare, data la più che probabile concorrenza di importanti centri turistici, siciliani e di altre regioni. Un dossier complessivo è stato predisposto e domani scade il termine ultimo per partecipare all'avviso ministeriale. Il dossier, quasi certamente, farà da base di partenza per puntare pure ad altre opzioni, in cerca di finanziamenti utili a costruire una rete ampia di iniziative e di eventi, partendo dal presupposto che entro i prossimi mesi i due musei cittadini dovranno essere pienamente fruibili. Rimangono tante incognite nella gestione generale dei siti archeologici locali, con una Regione che di fatto non pare avere risorse adeguate.
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