Rifiuti, tanti trasgressori: isole ecologiche trasformate in discariche, "più di duecento sanzioni"
Ancora troppi trasgressori
Gela. Dovevano essere uno strumento per rendere più efficiente la raccolta differenziata. Le isole ecologiche informatizzate avrebbero dovuto rappresentare un ulteriore passo verso una città più pulita e ordinata. Sacchetti abbandonati accanto ai contenitori, bottiglie, cartoni e rifiuti di ogni genere. Comportamenti che si ripetono nonostante i controlli e nonostante la presenza delle telecamere. La scelta di installare sistemi di videosorveglianza nei punti maggiormente interessati dall’abbandono dei rifiuti ha consentito di individuare numerosi trasgressori e di elevare diverse multe. Ma evidentemente le sanzioni non sono bastate a scoraggiare tutti. Chi continua a sporcare lo fa spesso anche sapendo di poter essere ripreso. La sesta isola ecologica, trasferita negli scorsi giorni da via Niscemi all’ingresso del cimitero Farello è già ricettacolo di rifiuti. L’isola è stata posizionata il quel punto strategico per servire le contrade Spinasanta e Passo di Piazza, non raggiunte dal porta a porta. Qui sarà possibile conferire anche la frazione organica. Nelle altre isole, invece, dovrebbero essere conferiti plastica e metalli, carta e cartone, vetro e secco residuale. L’accesso dovrebbe esclusivamente attraverso la tessera sanitaria, per aggirare questo “ostacolo" i sacchi colmi di rifiuti vengono depositati ai lati delle isole .
Il fenomeno però non riguarda soltanto le isole ecologiche. Durante l’estate, rifiuti di ogni tipo sono stati abbandonati anche sulle spiagge e lungo gli accessi agli arenili. A Macchitella e sul lungomare, bottiglie di vetro, contenitori e resti di cibo vengono lasciati a terra nonostante la presenza dei cestini. Scene simili anche nelle aree verdi e persino nelle vicinanze di edifici istituzionali, come nell’area attigua al Palazzo di giustizia. Una situazione che rende vani, almeno in parte, gli interventi di pulizia. Si ripulisce un’area e dopo poche ore tornano a comparire rifiuti.
E allora la domanda è inevitabile: quanto ancora dovrà costare alla collettività ripulire ciò che pochi continuano a sporcare? Perché le isole ecologiche sono un servizio pubblico, non discariche a cielo aperto. E il decoro di Gela non può dipendere soltanto da telecamere, controlli e sanzioni: deve partire anche dal rispetto delle regole più elementari da parte di ogni cittadino. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha condotto più sopralluoghi nelle isole ecologiche. Sono almeno duecento le sanzioni già elevate a chi abbandona rifiuti ovunque e fuori dalle fasce di raccolta differenziata. "È un reato penale e come tale viene segnalato alla procura - dice il sindaco - inoltre, stiamo conducendo controlli incrociati nei riguardi dei trasgressori per verificare se sono in regola con il pagamento della Tari. In caso contrario, partiranno esecuzioni forzate".
28.7°