Rete ospedaliera stoppata, Di Stefano e Franzone: "Tagli ingiustificati, ora confronto vero"
Il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Filippo Franzone, che seguono questo ambito, confermano che già in tempi non sospetti individuarono anomalie nelle scelte regionali
Gela. Come abbiamo riportato in giornata, dal ministero della salute è arrivato lo stop alla rete ospedaliera del governo regionale che lo scorso anno ha scatenato una dura opposizione da parte dell'amministrazione comunale, contraria ai tagli di posti letto previsti per il nosocomio "Vittorio Emanuele". Il piano ritorna in Regione per le necessarie integrazioni. Il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Filippo Franzone, che seguono questo ambito, confermano che già in tempi non sospetti individuarono anomalie nelle scelte regionali. "È un epilogo che, pur nella sua gravità istituzionale, non ci sorprende – dicono – da tempo avevamo rappresentato all’assessore regionale alla salute e al presidente della Regione Renato Schifani tutte le nostre perplessità su un piano che abbiamo definito fin dall’inizio monco, incompleto e non aderente alla reale situazione sanitaria dell’isola". Secondo l'amministrazione comunale, "il piano presentato non offre una fotografia complessiva e approfondita della sanità siciliana ma si limita a prevedere decurtazioni di posti letto e rimodulazioni che colpivano in maniera sproporzionata solo alcuni territori, tra cui in modo particolare Gela". Di Stefano e Franzone rinnovano l'invito a rivedere quella rete ospedaliera, con un confronto vero. "Non si può pensare – proseguono – di intervenire con tagli lineari o selettivi senza una valutazione epidemiologica seria, senza uno studio aggiornato dei fabbisogni e senza considerare le peculiarità dei singoli territori. Gela è un’area Sin, un territorio ad alta esposizione ambientale, con criticità sanitarie note e certificate. Ignorare questo dato significa non comprendere la realtà. La bocciatura deve essere ora un punto di svolta. Non può essere un passaggio meramente formale. È necessario avviare una revisione puntuale, seria e trasparente dell’intera programmazione sanitaria regionale. Si apra immediatamente un tavolo di confronto reale con le amministrazioni locali, con i territori, con chi ogni giorno vive e conosce le criticità del sistema sanitario. La nuova rete ospedaliera deve essere costruita a misura di cittadino, a misura di paziente, a misura di territorio. Non può essere il frutto di logiche politiche o di equilibri che favoriscono alcuni a discapito di altri. Gela non accetterà penalizzazioni. Il diritto alla salute è un diritto costituzionale e non può essere subordinato a scelte che non tengono conto delle reali esigenze delle comunità".
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