"Rete ospedaliera? Sindaco e assessore spostano l'attenzione su polemiche", Pizzardi: "Dove sono le proposte?"

Secondo Pizzardi, la condizione attuale del sistema sanitario locale non è solo dovuta a carenze della Regione

01 aprile 2026 09:00
"Rete ospedaliera? Sindaco e assessore spostano l'attenzione su polemiche", Pizzardi: "Dove sono le proposte?" - Antonio Pizzardi
Antonio Pizzardi
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Gela. Ha già dimostrato di non condividere la strategia dell'amministrazione comunale in tema di sanità. L'ex assessore Antonio Pizzardi lo conferma, pure all'indomani della bocciatura ministeriale della rete ospedaliera del governo regionale. Secondo Pizzardi, la condizione attuale del sistema sanitario locale non è solo dovuta a carenze della Regione. “La rete ospedaliera bocciata dal ministero, rappresenta senza dubbio un passaggio delicato nel dibattito sulla sanità pubblica. Tuttavia, quando a sollevare le critiche è un sindaco il cui territorio continua a soffrire gravi carenze nei servizi sanitari essenziali, è inevitabile interrogarsi sulla coerenza e sulla credibilità della posizione espressa. Da un lato, le osservazioni rivolte alla programmazione regionale possono anche cogliere elementi reali di inefficienza o di scarsa pianificazione. Dall’altro, però – dice Pizzardi che si occupò della delega alla sanità durante l'amministrazione Greco - appare contraddittorio che questi rilievi provengano da un’amministrazione comunale che, nei fatti, non è stata in grado di garantire nemmeno i servizi minimi al “Vittorio Emanuele”. Pronto soccorso sottodimensionato, reparti chiusi o funzionanti a regime ridotto, carenza cronica di personale: sono tutte criticità ben note ai cittadini, che difficilmente possono essere imputate esclusivamente a livelli istituzionali superiori. La responsabilità politica, infatti, non può essere esercitata solo in chiave critica verso l’esterno. Richiede anche la capacità di incidere concretamente sul proprio territorio, di attivare interlocuzioni efficaci con la Regione e di difendere con determinazione i bisogni della comunità amministrata. In questo senso, le dichiarazioni del sindaco Di Stefano e dell'assessore Franzone rischiano di apparire più come un tentativo di spostare l’attenzione piuttosto che un reale contributo alla soluzione dei problemi. Inoltre, la bocciatura ministeriale della rete ospedaliera regionale dovrebbe rappresentare un’occasione per tutte le istituzioni coinvolte di avviare un percorso di revisione serio e condiviso. Alimentare polemiche senza accompagnarle a proposte operative o a risultati tangibili sul piano locale finisce invece per indebolire ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”. Pizzardi non trova nessun fattore da condividere nelle mosse dell'amministrazione in tema di sanità. “Se davvero si vuole difendere il diritto alla salute, occorre partire dai fatti: garantire servizi adeguati, assicurare standard minimi di assistenza, rendere gli ospedali territoriali presidi efficienti e accessibili. Senza questi presupposti, ogni critica rischia di trasformarsi in un esercizio retorico, lontano dalle reali esigenze della popolazione. In definitiva, più che puntare il dito contro la rete regionale, sarebbe forse opportuno che l’amministrazione comunale si interrogasse sul proprio operato e sulle azioni concrete intraprese, o non intraprese, per migliorare la situazione sanitaria locale. Perché la credibilità istituzionale – aggiunge - si costruisce soprattutto con i risultati, non con le dichiarazioni. A questo punto, verrebbe da chiedersi che fine abbia fatto la terapia intensiva finanziata da Eni, solo per citare un caso eclatante”.

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