Relitto "Gela II", "tre anni per completare le attività": "Si farà tutto a Bosco Littorio"
La desalinizzazione è stato il primo passaggio tecnico
Gela. Ci vorranno non meno di tre anni per completare le delicate attività di restauro e assemblaggio dei resti del cosiddetto "Gela II", il relitto arcaico ritrovato nei fondali della costa locale. Nel pomeriggio, i tecnici della società cooperativa "Archeologia", con sede a Firenze, e i referenti della soprintendenza regionale, hanno materialmente preso in carico i lavori. I resti sono conservati nella struttura di Bosco Littorio, adiacente il nuovo museo che espone il primo relitto. La desalinizzazione è stato il primo passaggio tecnico. Adesso, partiranno tutte le attività successive. Saranno utilizzate tecniche specifiche per proteggere i legni recuperati dai fondali. "Verrà fatto tutto nel sito locale", è stato assicurato. Alla consegna, il soprintendente regionale del mare Emanuele Turco, i referenti tecnici e gli operatori. C'era il parlamentare Ars Salvatore Scuvera che ha sottolineato l'impegno della Regione verso il patrimonio archeologico e culturale della città. Il relitto è stato datato al quinto secolo a.C. Venne individuato, la prima volta, negli anni '90. La società cooperativa toscana si è aggiudicata anche le operazioni di restauro e assemblaggio del "Marausa II", recuperato lungo la costa trapanese.
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