Regolamento diventa caso politico in maggioranza, dem: "Non accettiamo deliri di visibilità"
L'accelerazione del presidente della commissione bilancio Tomasi e il metodo usato per la trattazione del regolamento sulla definizione agevolata dei tributi hanno fatto accendere la miccia dem
Gela. I dem, come abbiamo riportato, in serata hanno lasciato l'aula consiliare prima ancora che si potesse trattare il regolamento sulla definizione agevolata dei tributi, sul quale ha lavorato la commissione bilancio. Il gruppo consiliare del Pd, che arriva da un periodo segnato dalle dichiarazioni dure del capogruppo Gaetano Orlando, poco convinto dalla strategia del primo cittadino Terenziano Di Stefano, questa volta si è mosso compatto, stoppando la trattazione e non accettando che a esporre i contenuti del regolamento fosse esclusivamente il presidente della commissione Vincenzo Tomasi. Non a caso, era assente l'altra dem, Lorena Alabiso, che al regolamento ha lavorato e che pare non abbia per nulla gradito il modus operandi del presidente della commissione e non solo. Gli altri democratici, così, hanno lasciato i lavori, facendo saltare il numero legale. "Il gruppo consiliare del Partito democratico conferma la piena disponibilità a impegnarsi con determinazione nelle commissioni consiliari e nella maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale, per il bene della città. Pretendiamo però lealtà, riconoscenza e rispetto per il nostro lavoro e proposte. Non possiamo più tollerare sterili bracci di ferro che mirano a marginalizzare il nostro contributo, sfruttando il nostro senso di responsabilità per imporre scelte teleguidate dall’esterno. Siamo rispettosi del lavoro altrui e del perimetro di maggioranza ma allo stesso tempo pretendiamo il rispetto dei ruoli e un corretto bon-ton tra le forze politiche e consiglieri, che da parte nostra è sempre stato osservato con coerenza, siamo sempre i sei consiglieri del partito dal nostro insediamento. Siamo disposti a ogni sacrificio per l’amministrazione e per la città ma non accetteremo imposizioni che pretendono di commissariare il consiglio comunale e di mortificare il ruolo, l’impegno e le proposte del Pd", fanno sapere i consiglieri del partito attraverso una nota. Non intendono accettare di buon grado eventuali fughe in avanti di qualche alleato. "Il Partito democratico c’è, c’è sempre stato e ci sarà per il governo e lo sviluppo della città. Non tollererà però di sentirsi commissariato, svilito da chi manifesta deliri di visibilità o onnipotenza. Continueremo a lavorare con serietà e passione, ma con lealtà nella coalizione e riconoscimento del peso politico conquistato con il nostro impegno quotidiano", concludono.
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