Psicoterapia della Gestalt, a Palermo un seminario sul “bambino dentro e fuori di noi”
Se ne è discusso al convegno "Il bambino dentro e fuori di noi. La cura dell'essenziale in Psicoterapia della Gestalt"
PALERMO (ITALPRESS) – “Per far crescere un bambino ci vuole un villaggio”: citando questo proverbio africano, la Direttrice dell’Istituto di Gestalt HCC Italy, Margherita Spagnuolo Lobb, ha spiegato lo scopo del convegno “Il bambino dentro e fuori di noi. La cura dell’essenziale in Psicoterapia della Gestalt”, organizzato dalla Scuola di specializzazione in psicoterapia dello stesso Istituto, che si è svolto presso l’Hotel La Torre di Mondello, Palermo.
Sotto la guida di un gruppo di didatti e allievi didatti dell’Istituto, l’incontro ha creato un “villaggio” che ha reso possibile “fermarsi per tornare al bambino come luogo dell’essenziale, per esplorare il nostro modo di restare radicati nel corpo e nella relazione, sostenendo la sensibilità umana verso noi stessi e verso l’altro”, queste le parole di Rosanna Militello, didatta presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy.
Ad aprire la due giorni sono stati i saluti istituzionali della Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Regione Siciliana, Vincenza Zarcone, e della Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Siciliana, Giovanna Perricone, che hanno sottolineato quanto il lavoro clinico con l’infanzia e con l’adolescenza sia prevenzione primaria, una tutela della salute psicologica e un investimento sul futuro della comunità.
Il seminario, che ha coinvolto circa 230 partecipanti, è stato dedicato a un viaggio esperienziale dai primi attimi di vita sino all’età del giovane adulto, in cui ciascun partecipante ha potuto rintracciare parti di sé, della propria esperienza, in un’ottica di crescita individuale e professionale. In tale contesto, fondamentale è stato il contributo dei relatori che hanno fornito spunti e stimoli sensoriali ed emotivi, utili poi per i gruppi di lavoro.
Nel corso della prima giornata, Margherita Spagnuolo Lobb ha posto al centro del suo intervento la relazione tra madre e bambino, descritta come una delicata danza relazionale: “Un sistema complesso di interazione in un campo fenomenologico, in cui è essenziale cogliere la reciprocità, il muoversi l’uno verso l’altro in una danza condivisa”.
Susanna Marotta, Dirigente Psicologo presso AOOR Villa Sofia – Cervello, e Maria Maddalena Di Pasqua, didatta presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy, hanno condotto la platea nei primi momenti della vita intrauterina, spiegando come l’esperienza umana affondi le proprie radici in un tempo originario, spesso silenzioso ma densamente abitato di presenza, di ritmo e di relazione.
Infine, Cettina Polizzi, Professoressa Associata presso l’Università degli Studi di Palermo, e Serena Iacono Isidoro, Ricercatrice presso il CNR-IRIB, hanno presentato una relazione dedicata a due progetti di ricerca: Co.Re. in NICU e Dance Steps. Si tratta di contributi che intrecciano la ricerca con la quotidianità dei reparti di neonatologia e terapia intensiva neonatale, con una rilevante e immediata ricaduta clinica, in quanto offrono una prospettiva di presa in carico integrata. Entrambi i progetti condividono la finalità di promuovere, sostenere e tutelare le relazioni precoci di co-regolazione tra caregiver e bambino, riconosciute come fondamento essenziale per la promozione e la tutela della salute e dello sviluppo.
La seconda giornata si è aperta con l’intervento di Silvia Tosi, didatta presso l’Istituto di Gestalt HCC Italy, e Sara Genny Chinnici, psicologa e psicoterapeuta, che hanno accompagnato la platea attraverso la storia clinica di una piccola paziente, narrandone il percorso e l’evoluzione terapeutica. Il loro contributo ha messo in luce come l’attenzione dello psicoterapeuta sia rivolta a cogliere, con sensibilità, la qualità del contatto tra caregiver e bambino, riconoscendo che la sofferenza psicologica non appartiene esclusivamente all’individuo, ma emerge nel campo relazionale che li unisce. In questa prospettiva, il terapeuta non lavora solo sul bambino, ma sul campo co-creato e co-regolato della relazione, considerando il sintomo come un linguaggio attraverso cui il bambino esprime il proprio adattamento a un ambiente familiare complesso.
Nel pomeriggio, Veruska Schillaci, didatta dell’Istituto, ha accompagnato i partecipanti, attraverso un momento esperienziale, nell’entrare in contatto con la dimensione adolescenziale, luogo in cui il senso di sé si ridefinisce e prende forma nel confronto vivo con l’altro e con il mondo.
Infine, Stefania Benni e Alessia Repossi, didatte dell’Istituto, hanno guidato la platea verso la conclusione, attraverso il tema del giovane adulto, fase della vita in cui le esperienze precedenti trovano nuove forme di integrazione e il senso di sé si confronta con le scelte, le responsabilità e le possibilità del futuro.
“Il seminario – si legge in una nota – ha rappresentato un’importante occasione di confronto e aggiornamento per i professionisti della salute mentale, confermando il valore di un approccio clinico attento alla dimensione relazionale e allo sviluppo precoce come fondamento della cura psicologica”.
– foto ufficio stampa Istituto di Gestalt HCC Italy –
(ITALPRESS).
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